Crisi Pd, un’altra militante lascia: “Un partito demoralizzante”

Mariolina Scavera ha ricoperto vari ruoli nei partiti di sinistra e nel sindacato Cgil: “Fra un anno si vota a Montefiascone: chi se ne occupa?”

Palazzo comunale a Montefiascone nel 2021 si vota per rinnovare il Consiglio, ma il Pd è ancora fermo

Un’altra militante storica del Pd si dimette dal partito. È Mariolina Scavera, iscritta alla Federazione giovanile comunista (a Torino) che non aveva ancora 18 anni, e con vari incarichi sia nel partito a livello provinciale e montefiasconese sia nel sindacato Cgil (a livello nazionale e provinciale). Lo fa dopo le dimissioni della settimana scorsa del segretario comunale di Montefiascone Renato Trapè.

Le motivazioni in una lettera inviata ai vertici del Partito democratico: “Lunedì sorso Renato Trapè si è dimesso dall’incarico di segretario del circolo del Partito democratico di Montefiascone, e dal partito stesso. Dimissioni presentate con argomentazioni politiche accettabili o discutibili ma degne di rispetto e considerazione. Dopo di che c’è stato il silenzio; qua e là qualche considerazione, un invito ad aspettare per poter indire un direttivo oppure aspettare i congressi. Questo è quanto: demoralizzante, ad oggi non mi risulta pervenuta nessuna reazione di nessun tipo dal commissario provinciale Marco Tolli. La mia proposta: in attesa del commissario, il direttivo si può autoconvocare, è caduta nel vuoto. Ho pensato a una frase che da un po’ di tempo pronuncio quando non sono convinta dell’andamento del mio partito: “Vado avanti più per fede che per fiducia”, e ho deciso: basta. Fede? In chi? Del mio partito, quello di Gramsci e di Berlinguer, ma anche molto più vicino, quello del discorso di Veltroni al Lingotto di Torino, cosa ha in comune con questo. La “Ditta” di bersaniana memoria, cioè l’apparato (locali, associazioni, fondazioni, organigrammi, padri (quasi mai madri) nobili, dov’è? Il Bersani non sopportando di essere in minoranza ha preferito andare in un’altra ditta. Un partito che brucia segretari più di un venditore di caldarroste a dicembre. Ho ingoiato molto negli anni ma ostinatamente continuavo ad avere fede. Fiducia? In chi? Un partito che naviga a vista senza un progetto, un caspita di progetto; si trattano con i guanti gialli dei masnadieri della politica senza un briciolo di prospettiva sulle future generazioni. Un partito che per uno sbagliato concetto di democrazia non capisce che con questo burrascoso vento di destra fa diventare la democrazia stessa non la soluzione del problema ma “il” problema”.

Entra nel particolare del Pd locale: “Il gruppo dirigente del circolo di Montefiascone (15 i componenti) da mesi non si presenta alle riunioni; soltanto nelle ultime tre eravamo in tre/quattro: invece di un locale sarebbe stata sufficiente una vecchia cabina telefonica. Questo è: non posso restare, ne va della mia dignità (non in mio nome) e della mia storia; non so cosa riuscirò a trasmettere a mio nipote ma voglio almeno che siano chiari i miei valori, la mia coerenza, la mia onestà intellettuale, non sono donna per tutte le stagioni”.
Dà dei suggerimenti: “Ci sarebbero tre semplici cose da fare politicamente a Montefiascone. La prima: fra poco più di un anno si voterà per rinnovare il Consiglio comunale e il sindaco: qual è l’apparato che se ne occupa? Delle due l’una, o non se ne occupa nessuno, e è grave, o se ne occupa qualcuno in qualche realtà riservata, e è ancora più grave. La seconda: in difesa della senatrice Liliana Segre, tutti dovremmo dichiararci sua scorta. È possibile che nessuno, dal circolo o dalla provincia, abbia pensato a un qualunque documento, dichiarazione di principio, di solidarietà? La terza: i ragazzi delle scuole superiori di Montefiascone hanno fatto tre giorni di sciopero perche vogliono un edificio in cui non piova. Ebbene, non è passato per la testa di sostenere questi ragazzi, di fare un’istanza politica che si aggiunga alle loro richieste”.

La conclusione della lettera di dimissioni: “Basta per davvero, queste dimissioni sono un travaglio più sofferto dell’iscrizione alla Fgc di 60 anni fa”.

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