Crisi, veti incrociati tra Lega e FdI. Ubertini: “No alla giunta a sette”

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Forse dovevamo aspettarcelo, ma questa è una magra consolazione. Il “gran consulto” di ieri tra gli esponenti dei quattro gruppi politici di maggioranza (Forza Italia, Lega, Fratelli d’ Italia e Fondazione) non ha sortito gli effetti sperati.

La matassa, anzi – poveri noi – si è ulteriormente aggrovigliata e il clima è teso. La proposta avanzata dal sindaco Giovanni Arena di snellire la giunta, portandola a sette assessori – rispetto ai nove precedenti – e di attuare una riorganizzazione delle deleghe (in primis quelle appartenute a Claudia Nunzi), ha trovato più di una opposizione. Tra Lega e Fratelli d’Italia – i due “duellanti” – i rapporti si sono infuocati ancora di più, se possibile.

Lo scontro è su chi debba lasciare la giunta. I due casi aperti restano Nunzi e Ubertini. Fuori la Nunzi e dentro Ubertini? Oppure un drastico “fuori tutti e due”?

Uno dei due diretti interessati, Claudio Ubertini, passato in novembre dai meloniani al Carroccio (la Nunzi preferisce tacere), sostiene che “non si può fare una giunta in cui alla Lega – che vanta sette consiglieri – spetterebbe un unico assessorato, quando Fratelli d’Italia – che di consiglieri ne ha solo cinque – si presenterebbe con due assessori.

Non che l’ idea del sindaco sia del tutto inverosimile, ma andrebbe ridiscussa”. Ubertini conferma perciò la disponibilità leghista a ragionare con gli alleati per trovare una soluzione condivisa e la trattativa, sempre più complicata e nervosa, comunque prosegue. Ma per quanto, ancora? Sul fronte Fratelli d’Italia tutto tace al momento e Claudia Nunzi, nell’ occhio del ciclone da settimane, non si espone.

La “reunion” tra le due parti, insomma – condizione per la ricomposizione della giunta a quattro – resta a rischio. Si ipotizza un nuovo incontro, forse già nella giornata di oggi, per decidere le sorti – e questo benedetto assetto – della nuova giunta comunale.

Ma, a questo punto, la domanda è legittima: si può andare avanti in questo modo? Con una città che aspetta e alcune questioni di fondo che incancreniscono? O ci saranno un colpo di reni e un prevalere del buonsenso nelle prossime ore, o ci si dovrà chiedere se vale la pena – per Viterbo – che l’ attuale maggioranza continui a girare a vuoto, bloccata dai veti incrociati.

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