L'approfondimento

Crollo del muro di Villa Lante, ora i controlli per determinare di chi è la colpa

Il crollo del muro di cinta della Villa Lante di Bagnaia è da annoverare tra i danni del tempo, della pioggia, delle radici degli alberi e anche e soprattutto dell’incuria dell’uomo

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La sezione di muro crollato a Villa Lante

sagginiIl crollo del muro di cinta della Villa Lante di Bagnaia è da annoverare tra i danni del tempo, della pioggia, delle radici degli alberi e anche e soprattutto dell’incuria dell’uomo (leggi Ministero Beni Culturali).

Il tratto caduto si trova agli inizi della Strada Chiesuola, che si diparte dalla Strada Romana all’altezza della Fontana del Bacio. Le mura di cinta della Villa, nella parte che dal cancello superiore chiamato, “Porta Romana”, arrivano fino all’ingresso principale, furono rifatte qualche decina di anni fa, quando la Villa era di proprietà del grande mecenate Angelo Cantoni. Invece, il tratto superiore che arriva alla Chiesuola, in diversi punti, è ancora il muro che fece erigere il card. Raffaele Riario, quando dette origine al Parco.

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La “Porta Romana” di Villa Lante

Dal libro “La Villa Lante di Bagnaia” finito di stampare il 28 febbraio 1861 in Milano, riportiamo queste note storiche di Angelo Cantoni: “[……. La prima recinzione di una zona soprastante il Borgo di Bagnaia fu fatta a cura del Cardinale Raffaele Riario. Ebbe così origine il parco. Quando egli divenne Camerlengo, rinunziò al vescovato di Viterbo a favore del nipote Ottaviano Riario, il quale costruì il primo fabbricato della Villa per adibirlo a Casino di Caccia, perché alla caccia erano allora appassionati anche Cardinali e Pontefici. Siamo all’epoca di Leone X, il Papa mediceo che della caccia era particolarmente amante e forse avrà egli stesso trovato diletto, in questo parco boscoso ancora semiselvaggio ……]” . Siamo agli albori del XVI secolo, l’epoca rinascimentale alla quale dobbiamo tante bellezze che deliziano il nostro territorio.

Le macerie del muro hanno invaso la strada

I Vigili del Fuoco che sono intervenuti prontamente hanno anche controllato il resto del muro di cinta, rilevando criticità in alcuni punti. L’ispettore antincendio Aloisi, ci ha comunicato che i risultati di questo controllo saranno inviati al Comune di Viterbo, all’Amministrazione Provinciale e al Ministero per i Beni Culturali, per gli opportuni provvedimenti. Per ora i Vigili del Fuoco hanno transennato le mura crollate e reso agibile la Strada Chiesuola, nel tratto interessato, per consentire alle circa 30 famiglie che abitano in quella zona, di poterla percorrere.

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