Culle vuote, cinque cose che bisogna sapere assolutamente

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Ha fatto un certo rumore la notizia del calo delle nascite e poco dopo quella del licenziamento all’Ikea di una donna con due figli, di cui uno con problemi, perché non riusciva a rispettare l’orario di lavoro.

Di seguito cinque punti che riteniamo importanti per una lettura consapevole di questi fatti e di quella che è oggi la condizione delle donne che lavorano in Italia.

O i figli o il lavoro: FALSO. Ormai lo sappiamo: dove c’è più lavoro c’è più fecondità, ma non basta. È fondamentale il ruolo del welfare. Significa politiche di conciliazione, asili, ma non solo. Anche tempi, trasporti, servizi.

Riguarda le donne: FALSO. La conciliazione non può essere coniugata solo al femminile. Servono congedi di paternità e lavoro flessibile per entrambi. La mancanza di collaborazione da parte del partner è uno dei primi cinque motivi indicati dalle donne nella scelta di non fare il secondo figlio.

La risposta è la famiglia: FALSO. Il welfare famigliare (un modello che riguarda i paesi che si affacciano sul Mediterraneo) scarica tutto il peso della cura sulla famiglia e in special modo sul lavoro gratuito delle donne. Con la crisi pandemica la situazione si è aggravata: tagli ai servizi da una parte e dall’altra piccole erogazioni di denaro discontinue e a pioggia, che non intaccano lo status quo, anzi contribuiscono a tenere le donne, soprattutto quelle con un reddito e un titolo di studio inferiori, a casa a badare agli anziani. Le conseguenze sono molteplici: in primo luogo una minore qualità dei servizi al parente assistito (che sia un neonato o un anziano), ma anche il mancato accesso o la discontinuità di presenza sul mercato del lavoro con ripercussioni in termini di carriera e di previdenza.

Basta avere coraggio: FALSO. La precarietà prolungata e la mancanza di servizi sono due elementi che trattengono le donne dal fare figli, spingendole a scegliere quando sono alla soglia della fine del periodo di fertilità e mettendo a rischio la possibilità stessa di fare figli o limitandone il numero. La paura delle donne è una paura fondata: 1 su 4 perderà il lavoro dopo la maternità.

Dove si mangia in due, si mangia in tre: FALSO. I figli costano, sono un vero e proprio lusso, ed è ridicolo pensare che si possa incentivare la natalità con il buono bebè. I figli continuano a costare fino ai vent’anni e anche oltre: si veda la voce precarietà o l’età di uscita da casa. Mancano politiche vere per il sostegno alle famiglie con figli e alla condivisione della cura tra i coniugi.

Oggi è la festa della mamma, auguri di cuore a tutte le mamme sia in terra che in cielo!

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