Riceviamo e pubblichiamo

Da Nepi a Lugano: “Irrazionali ma Coscienti” di Piacenti in vista nel museo svizzero

Intervista esclusiva a Matteo Piacenti

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Matteo Piacenti, giovane di Nepi, a soli 18 anni ha già diverse mostre all’attivo. Un ragazzo curioso e creativo, animato da una forte passione non soltanto per la fotografia ma per l’arte in generale.
Matteo farà parte dei sei giovani talenti della fotografia contemporanea internazionale, presentando alcuni dei suoi lavori alla prestigiosa esposizione fotografia “UP20 – Unpublished Photo”, allestita nello Spazio Maraini di Villa Malpensata a Lugano, in Svizzera. In esclusiva, qui in basso troverete la sua intervista.

 

Quando è cominciata la tua passione per la fotografia?

“Tutto iniziò quando mi sono trovato di fronte ad una scelta: faccio scultura o fotografia? Non è stata una scelta radicale. Ho scelto fotografia perché è un mezzo più diretto di documentazione e in quel momento della mia vita avevo bisogno di essa. Non c’è una genesi precisa, è stata più un’evoluzione innata”.

Ho scelto fotografia perché è un mezzo più diretto di documentazione e in quel momento della mia vita avevo più bisogno di lei. Nel mezzo la scultura c’è sempre stata e continua ad esserci. Insomma, non c’è una genesi precisa, è stata più un’evoluzione innata”.

Quale scuola di fotografia hai seguito?
“Io non ho eseguito (ancora) nessuna scuola di fotografia dato che ho terminato quest’anno il Liceo artistico U.Midossi di Civita Castellana. Una grande fortuna che ho avuto è stata quella dell’avere delle persone interessanti che mi hanno indirizzato – un po’ come succedeva nel Rinascimento con il «Maestro della bottega» – non soltanto attraverso la professionalità, ma anche come un insegnamento di vita”.

Quale è il tuo soggetto fotografico preferito?
“Nel mio progetto – che poi ho presentato al MUSEC – intitolato “Irrazionali ma coscienti” ho raccontato il mio percorso di vita pieno di scoperte (e anche traumi). I soggetti che preferisco sono i ragazzi omosessuali, dietro questa scelta il messaggio che cerco di trasmettere è quello di ridare un po’ di dignità verso questi giovani che nel tempo sono sempre stati censurati e discriminati.
Questa mia attenzione si riproietta, poi, anche su me stesso”.

In cosa consiste “Irrazionali ma coscienti”?
“Il progetto parla della mia generazione, di ragazzi con cui ho instaurato un rapporto intimo e di amicizia e solo grazie a queste persone ho potuto realizzare un progetto simile. Molto spesso mi capita di fotografare modelli che lo fanno per professione ma si vede che non è la stessa cosa, non c’è la stessa veridicità di un «ragazzo di vita» per Pasolini o un «ragazzo di strada» per Caravaggio. I miei soggetti sono una via di mezzo”.

Bianco e nero o colore?
“Tutte le foto sono in bianco e nero anche se sto cercando di riscoprire il colore. I soggetti di questa mostra sono completamente nudi. Il progetto inizia con immagini molto più ravvicinate per poi proseguire ad alcuni ritratti di nudo completo. Ho cercato di dire alla persona che osserva le immagini che la realtà che lui (l’osservatore) sta guardando è una realtà interpretata da me”.

In cosa consiste la mostra UP20 di Lugano?
“La mostra Unpublished Photo 2020 diciamo che è un qualcosa di più di una semplice mostra. Sono entrato per la prima volta nella collezione di un Museo (MUSEC – Museo delle culture). Sono fiero di essere stato invitato come artista a rappresentare l’Italia, la fotografia, la gioventù. E creare un progetto a lungo termine che cambierà le regole dell’arte. 
L’idea nasce dal creare un sistema diverso, cioè fare di Lugano, della Svizzera, un centro di fotografia a livello internazionale. Questa mostra fa sì che si crei un dialogo, una sinergia e degli scambi fra le nazioni. La mostra è iniziata oggi 14 ottobre 2020 e proseguirà fino al 31 gennaio del 2021. Poi, forse, ci saranno anche altre tappe in giro per il mondo e per l’Italia”.

Progetti per il futuro?
“Il primo progetto che ho è trovare una scuola con cui posso stabilire un rapporto interessante, dato che per me la formazione è davvero importante. Ho in mente molti progetti, alcuni da concludere altri da concretizzare.
Forse il Matteo del futuro sarà colui che utilizzerà non solo la fotografia, ma anche la scultura e la pittura, verrà conosciuto come un «creativo». Non c’è solo la fotografia, c’è anche la filosofia, la storia dell’arte… e molto di più”.

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