Guido Scapigliati, ex amministratore unico di Francigena, e Floriana Vaglio, ex capogruppo di Forza Italia a Civita Castellana, si sono dimessi a seguito di alcuni post su Facebook. Eppure chi cercava di fare negazionismo sulle Foibe è ancora al proprio posto...

Da Scapigliati alla Vaglio: quando un post su Facebook costa caro

88

In politica, si sa, non sono ammessi errori. Ma, a volte, capita che questi “errori” non siano prettamente politici, bensì legati all’uso dei social network, divenuti ormai parte integrante della nostra quotidianità. E’ il caso di Guido Scapigliati, ex amministratore unico di Francigena, e di Floriana Vaglio, ex capogruppo di Forza Italia all’interno del Consiglio comunale di Civita Castellana.

Andiamo con ordine. E’ il 24 dicembre scorso, la vigilia di Natale. Guido Scapigliati, allora uomo solo al comando di Francigena, viene travolto da una polemica per aver pubblicato alcuni post – francamente più che discutibili – sul proprio profilo Facebook. A sollevare l’attenzione verso i post di Scapigliati è Giacomo Barelli, braccio destro di Filippo Rossi e consigliere comunale in quota Forza Civica. “A distanza di 35 anni ho un’ammirazione profonda per Nar, Br, e tutti gli altri movimenti che osarono la lotta armata”, si legge in uno dei post incriminati.  E poi: “Bei tempi quelli degli anni di piombo: se non altro era più facile schierarsi”, infine: “Stanno nascendo gruppi di azione popolare in contrapposizione agli assistenti civici. Ogni quartiere avrà il suo gruppo (armato)”. Sul profilo compaiono anche citazioni di Joseph Goebbels, insulti a Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Roberto Speranza e qualche epiteto lanciato alle donne.

Barelli presenta un’apposita interrogazione al sindaco Arena, chiedendo la testa di Scapigliati. Il sindaco, in men che non si dica, lo accontenta: nell’arco di due giorni arrivano le dimissioni.

A fare compagnia a Scapigliati, ieri, è andata la capogruppo di Forza Italia di Civita Castellana Floriana Vaglio. La forzista, sempre sulla sua bacheca Facebook, aveva postato: “Si tiene duro e si dura” – attribuendo erroneamente la frase a Benito Mussolini – “Io contenta come una Pasqua”. Subito arriva l’attacco frontale del Partito Democratico civitonico che ne chiede le immediate dimissioni. Inutili i tentativi della Vaglio di rimediare (la consigliera prende le distanze dal fascismo e racconta di aver gettato nella spazzatura un busto del Duce): ormai la bomba è scoppiata ed arrivano in serata anche le sue dimissioni.

Ma se praticamente nessuno ha difeso Scapigliati, qualcuno ha cercato di sottrarre la Vaglio dal suo destino ormai scritto. Si tratta di Andrea Di Sorte, commissario di Forza Italia nella Tuscia, che dichiara: “Spero in un suo ripensamento, su di lei polemiche oltre il limite”.

Eppure non tutti i personaggi politici della Tuscia si sono dimessi dopo aver scritto o condiviso frasi discutibili sui social. E’ il caso di Gianluca Gregori, consigliere comunale di Rifondazione Comunista a Vallerano. Gregori, sul proprio profilo, si è lasciato andare condividendo un post che inneggiava apertamente alla resistenza in Jugoslavia attuata dai partigiani titini, responsabili del massacro delle Foibe. Il tutto, per giunta, proprio nel Giorno del Ricordo. Il consigliere comunista, a differenza della Vaglio e di Scapigliati, è ancora lì ben saldo al suo posto.

1 commento

  1. Scapigliati è dotato di attributi e, soprattutto, non è un ipocrita. Più che i post infastidiva il “repulisti” in Francigena: vera idrovora di denaro pubblico con la compiacenza dei soliti politicanti locali di maggioranza ed opposizione. E dire che alcuni di codesti già nel recente passato assaporò il “piacere” di una bella chiacchierata con i giudici della Corte dei Conti.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui