Partito il "Treno della speranza"

Da Viterbo a Lourdes: il viaggio di fede, speranza e solidarietà di Unitalsi

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Le tappe di un viaggio pieno di fede, speranza, amore e tanta Solidarietà. Il treno Bianco Unitalsi partito da Viterbo ha trovato nella sua strada tanti Cuochi Volontari e aziende partners che hanno donato generi alimentari primari e dolci artigianali di ogni tipo che hanno allietato e confortato i palati dei pellegrini per quasi 24 ore, tanto dura il viaggio del Treno della Speranza.

A Civitavecchia la prima tappa. In tarda serata a Grosseto e verso le 4.50 l’arrivo a Ventimiglia. Da lì a Lourdes carichi di fede si arriva visibilmente stanchi e affaticati, ma con la gioia nel cuore. Quest’anno sono stati circa 900 persone a partecipare, affidandosi alla perfetta organizzazione dell’UNITALSI. La partenza da Viterbo è stata con pulman ambulanze e e mezzi idonei a trasportare i malati. Direzione Civitavecchia dove è cominciata la grande avventura del pellegrinaggio. Lourdes  si trova ai piedi dei Pirenei centrali. Il santuario, tra i più famosi della cattolicità, sorge presso la grotta in cui Maria Vergine apparve a Bernadette Soubirous, la prima volta l’11 febbraio 1858. Nel corso delle apparizioni, la Madonna chiese a Bernadette che in quel luogo le fosse fabbricata una cappella e che vi si venisse in processione; una fonte, allora nascosta e ignota a tutti, cominciò a scorrere quando la fanciulla si mise a scavare con le sue mani la terra davanti alla grotta.

L’allora Vescovo di Tarbes, da cui dipendeva, nel 1862 dette il suo giudizio canonico, affermando la realtà delle apparizioni della Madonna a Bernadette e autorizzando perciò le cerimonie del culto e l’erezione di una cappella nella grotta. Poco dopo le apparizioni, si cominciò a parlare di guarigioni avvenute grazie all’acqua zampillante nella grotta. Le guarigioni sono esaminate dal Bureau e, quando ritenute scientificamente inspiegabili, sono comunicate all’autorità diocesana, che può procedere alla dichiarazione del fatto miracoloso. Partecipando direttamente, sia come personale di servizio volontario che come pellegrino e come malato, ci si accorge che il miracolo che si va a chiedere alla Madonna, non è la guarigione fisica, che li, passa in secondo piano, quanto la serenità interiore e il rafforzamento della fede. E’ sconvolgente vedere questi malati, alcuni veramente gravi ed in condizioni fisiche drammatiche, tornare con il sorriso e con la gioia interiore che sicuramente gli permetterà di affrontare il loro calvario in maniera più serena. Provare per credere, andare e verificare, constatare che il vero miracolo di Lourdes è il ritorno con il cuore sereno.

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