Per l' impegno contro la fame nel mondo

DAFNE e DIBAF sugli scudi: l’Università della Tuscia su Rainews24!

I dipartimenti DAFNE e DIBAF dell’Università della Tuscia sono stati protagonisti oggi della trasmissione "Mordi e Fuggi" di Rainews24 in occasione della "Giornata mondiale dell’agricoltura"

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I dipartimenti DAFNE e DIBAF dell’Università della Tuscia sono stati protagonisti oggi della trasmissione “Mordi e Fuggi” di Rainews24 in occasione della “Giornata mondiale dell’agricoltura”. Il minutaggio esatto nel video che alleghiamo è tra i minuti  8,10 e 11,50 della trasmissione.

Per DAFNE segnaliamo gli interventi di Nicola Lacetera (direttore del dipartimento) e Raffaele Casa (docente di agronomia). Per DIBAF sono stati sentiti Roberto Moscetti (docente di meccanica agraria) e Alessio Cimini (ricercatore in tecnologie alimentari).

I dipartimenti della nostra Università vengono interpellati in quanto poli di eccellenza nel campo dell’agricoltura sostenibile, che punta a coniugare produttività e salvaguardia ambientale di fronte alle grandi sfide imposte dai crescenti fenomeni del cambiamento climatico.

La Giornata mondiale dell’agricoltura viene celebrata il 16 ottobre di ogni anno, ricorrenza della fondazione nel 1945 a Québec dell’organizzazione mondiale della FAO.

Impressionanti i dati citati da Alexander Jones, responsabile clima e ambiente della FAO, intervistato nella trasmissione,  che ha studiato per il master all’UNITUS.

“Grande stima per l’Università della Tuscia – ha dichiarato Jones – con la quale la FAO ha un ottimo rapporto di collaborazione. ” 850 milioni di persone nel mondo soffrono di scarsità di cibo. Mentre 2 miliardi di individui hanno problemi di sovrappeso o di obesità. Un “pianeta del paradosso” in cui 1 bambino su 3 è denutrito o in sovrappeso.

Il problema della fame nel mondo non è causato solo dalla scarsa quantità, ma anche dalla qualità del cibo disponibile. Nello stesso tempo un terzo delle risorse alimentari del pianeta viene sprecato nella fase della produzione, della commercializzazione e del trasporto e anche del consumo finale. Per non dire delle “mele brutte a vedersi che vengono buttate perché non rispettano i criteri estetici richiesti”.

Ma lasciamo la parola al servizio, in particolare dal minuto 8,10 al minuto 11,50 che potete guardare cliccando qui.

 

 

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