La strana storia di una collaboratrice amministrativa. Una svista incredibile, in troppi prendono lucciole per lanterne

Dalla Asl di Rieti a quella di Viterbo, ma per legge non si può: ecco l’ennesimo scivolone

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Ogni volta che leggiamo storie come questa, una “sensazione di leggera follia”, come quella cantata da Battisti, ci pervade. Stavolta al centro del dibattito un’assunzione che secondo le ultime leggi non puó assolutamente avere luogo.

Determina n. 1366 del 05/10/20, leggiamone l’oggetto: “Procedura di selezione per la copertura di 1 posto a favore dei soggetti in possesso dei requisiti di cui all’art.20, c.1 del D. Lgs. n^75/2017 e s.m.i.per il profilo di Dirigente Amministrativo”.  Orbene, tre sono le pretendenti. Due sono cassate in quanto prive dei requisiti richiesti. Ne rimane una in gioco, ma una recente sentenza della III^ Sezione del Consiglio di Stato, la n. 872 del 03/02/2020 (Presidente Garofoli, Estensore Pescatore), ha chiaramente evidenziato l’impossibilitá a partecipare alla procedura di stabilizzazione ex art.20, c.1, D. Lgs.75/17 per coloro che siano giá in servizio come dipendenti a tempo indeterminato presso altra pubblica amministrazione.

Alla luce di questo “piccolo” elemento ostativo, la dottoressa F.F., giá Collaboratore Amministrativo presso la Asl di Rieti, è stata allora erroneamente ammessa, come unica e sola, alla procedura in argomento. Diciamo “erroneamente”, anche se pare assurdo che tra Direttore Amministrativo, Direttore delle Risorse Umane, Dirigente Amministrativo delle Risorse Umane, Direttore del Controllo di Gestione e Responsabile del procedimento nessuno fosse al corrente di tutta la situazione.

Insomma, mezza ASL avrebbe clamorosamente toppato. Vabbè, andiamo oltre e giriamo anche questa pagina.

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