Dall’agricoltura il reinserimento sociale dei più deboli, nasce la rete di aziende Solcare

1762
solcara

VITERBO – Sta per prendere forma una rete di imprese agricole territoriali che operano nel sociale. La presentazione si avrà domani dalle 10 alle 13 nella sala Carlo Perone Pacifico della facoltà di Agraria. Per l’occasione si tiene un incontro aperto per presentare lo stato dell’arte dell’agricoltura sociale in provincia.

Dalla rete delle cinque aziende che formano Solcare, spiegano meglio il concetto: “La Tuscia è un territorio a vocazione agricola, dove sono presenti molte realtà aziendali in forme variegate e slegate fra loro. Allora, nasce l’esigenza di mettersi in rete e creare un soggetto giuridico forte. Presa visione di questa criticità, cinque aziende si organizzano come soggetto giuridico denominato SolCare. Soggetto che vuole affrontare le situazioni di fragilità e esclusione sociale delle fasce deboli della popolazione. Le cinque aziende sono Volta la terra, Fattoria Cupidi, agriturismo Podere la Branda, azienda agricola Iob e azienda Valentini”.

I valori che caratterizzano la rete sono la multifunzionalità, il rispetto e la cura per l’ambiente, l’innovazione, la responsabilità sociale e l’attenzione al benessere delle persone. L’obiettivo della rete è sviluppare competenze in grado di coniugare l’imprenditorialità  agricola con la componente sociale, creare dei profili professionali che integrino la produzione agroalimentare ai servizi per la persona, cercare di stabilire regole alle quali le aziende che praticano l’agricoltura sociale debbano attenersi.

Negli ultimi anni le cinque aziende hanno lavorato con le associazioni di volontariato, gli enti del terzo settore, la facoltà di Agraria, l’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Viterbo e il reparto Disabile adulto della Asl di Viterbo. Ne è nato un percorso virtuoso che ha portato alla presentazione di due progetti volti all’inserimento sociolavorativo di lavoratori con disabilità e lavoratori svantaggiati. Il primo è il progetto Terra degli uomini, promosso dalla diocesi di Viterbo, dalla Caritas diocesana, dalla associazione di volontariato Caritas-Emmaus, che si propone di sperimentare sul territorio un modello di lotta alla povertà fondato sull’agricoltura sociale. È finanziato dalla Cei (i vescovi italiani) e dura 24 mesi.

L’altro è il progetto Hakuna Matata 2.0, promosso e realizzato dall’associazione di volontariato Amici di Galiana onlus: si propone di favorire da un lato l’inclusione sociale e lavorativa e dall’altro l’autonomia personale di 10 giovani fra i 18 e i 35 anni con disabilità intellettiva, attraverso il rafforzamento di competenze nel settore agricolo nelle aziende biologiche della provincia. È finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito del Fondo sociale europeo inclusione attiva 2018.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui