"Il domicilio come primo luogo di cura con le Case e gli ospedali di comunità e le centrali operative dei distretti" sottolinea la Dg Asl Donetti

D’Amato: “Investimenti del Pnrr per 33 milioni di euro per rafforzare la sanità territoriale della Tuscia”

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Ridurre le diseguaglianze con la nuova sanità del territorio più vicina alle persone.

E’ questo l’obiettivo prioritario degli investimenti del Pnrr per la Tuscia.

“33 milioni di euro per la sanità viterbese – spiega il direttore generale Asl Daniela Donetti – che saranno ripartiti tra 12 Case di comunità, 4 ospedali di comunità e 5 centrali operative territoriali”.

Nel dettaglio: 8,4 milioni l’investimento complessivo per le 12 Case di comunità che interessano Bagnoregio, Tarquinia, Tuscania, Montefiascone, Acquapendente, Bolsena nel distretto A; Viterbo, Orte e Soriano nel distretto B; Civita Castellana, Ronciglione e Vetralla nel distretto C.

Un milione di euro stanziato per le cinque centrali operative territoriali: una a Tarquinia, tre a Viterbo e una a Civita Castellana.

3,5 milioni invece è l’investimento complessivo per gli ospedali di comunità: due nel distretto A (Acquapendente e Montefiascone), uno a Orte per il distretto B e uno a Ronciglione per il distretto C.

Finanziamenti per strutture intermedie ma non solo. La Regione ha pianificato anche investimenti per quasi 103 milioni per il rafforzamento tecnologico della rete ospedaliera e 80 per l’adeguamento sismico degli ospedali.

“Per la Asl di Viterbo – evidenzia Donetti – l’aggiornamento tecnologico si tradurrà nell’acquisto di 21 nuove apparecchiature per un investimento di 7,6 milioni mentre saranno 12,4 quelli destinati a sei interventi relativi all’adempimento antisismico”.

Finalità dichiarata: “Il domicilio come primo luogo di cura” sottolinea la Dg Asl Donetti.

L’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato ricorda che “il 30 dicembre la giunta della Pisana ha approvato tre delibere per sbloccare i primi 550 milioni di euro, dei quasi 700 previsti nel Pnrr, per la nuova sanità laziale”.

“Una grande occasione – rimarca – per eliminare le disuguaglianze perché, lo abbiamo visto in particolare in questi 23 mesi di pandemia, il rafforzamento della sanità territoriale è fondamentale”.

Un’opportunità importante “anche per spingere su digitalizzazione”.

D’Amato però osserva: “Un’occasione straordinaria per far fare un salto di qualità al territorio se partiamo con idee chiare e senza perdere tempo”.

Perché i tempi sono stringenti. Entro il 28 febbraio vanno consegnate le progettazioni definitive e, soprattutto dove sono previste nuove edificazioni “occorre calendarizzare incontri con i sindaci”.

Lavorare in sinergia con i primi cittadini del territorio è infatti parte fondamentale del nuovo volto della sanità territoriale.

Oggi all’incontro presso la Cittadella della salute diversi i sindaci in presenza, tra cui Giulivi di Tarquinia, Giampieri di Civita Castellana, Giulia De Santis di Montefiascone, Aquilani di Vetralla, Alessandra Terrosi di Acquapendente e Alessandro Romoli nella duplice veste di sindaco di Bassano in Teverina e di presidente della Provincia.

Presenti anche l’assessore regionale Alessandra Troncarelli e il consigliere regionale Pd Enrico Panunzi.

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