L'intervista al presidente dell'Associazione Univercity

D’Angelo (Univercity): “Insieme al Comune di Viterbo per una città più vivibile”

Dopo la "stretta di mano" tra Comune e Associazioni studentesche restavano ancora cose da chiarire

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matteo d'angelo
Il presidente di Univercity Matteo D'Angelo

Durante la conferenza stampa dello scorso 22 novembre a Palazzo dei Priori è stato sancito ufficialmente il protocollo d’intesa tra Associazioni studentesche e Comune di Viterbo e annunciata la nascita del movimento apolitico #MuoViTicentro.

In quell’occasione non era stato ben compreso un passaggio fondamentale. Come mai le Associazioni degli studenti, che pochi giorni prima avevano diffuso un comunicato stampa dai toni piuttosto “accesi”, in cui disegnavano una città molto carente dal punto di vista della movida in seguito ai nuovi orari di chiusura imposti ai locali, si erano ora schierate a fianco dell’amministrazione comunale?

Abbiamo chiesto di più al presidente di Univercity Viterbo, Matteo D’Angelo.

Come è andata davvero la vicenda con l’amministrazione comunale? I toni ostili inizialmente usati nel comunicato si sono calmati e poi tutto è tornato al suo posto. C’è stato un chiarimento o vi siete accorti di aver esagerato?

“Diciamo che tutto è nato perché prima esistevano dei tavoli tra l’Università e il Comune di Viterbo, ma erano piuttosto ‘fallacei’. I rapporti erano gestiti da persone esterne alle Associazioni, principalmente i rappresentanti eletti dagli studenti. Ma abbiamo sentito l’esigenza di far sentire la nostra voce e dare sostegno ai rappresentanti, e siamo felici che il Comune di Viterbo ci sia venuto incontro e abbia accolto le nostre parole”.

Nel comunicato avete fatto riferimento alla “desolazione” della città in seguito ai nuovi orari di chiusura di bar e locali imposti dal Piano del Commercio. Credete che questo provvedimento abbia influenzato negativamente la percezione che gli studenti hanno di Viterbo?

“Nel comunicato parlavamo della cosiddetta ‘zona fucsia’ di San Pellegrino. Credo che l’entrata in vigore delle nuove regole abbia creato una sorta di ‘pregiudizio’ negli universitari, che prima erano abituati a determinati orari. Ma ciò che importa davvero è lavorare per garantire ordine, pulizia e sicurezza nel centro storico. Poi le persone aumenteranno di conseguenza”.

Il tanto “chiaccherato” comunicato è stato condiviso e approvato da tutte le Associazioni studentesche?

“Sì, era nato di comune accordo di tutte le Associazioni che erano presenti a Palazzo dei Priori la mattina della conferenza stampa”.

In quell’occasione avete annunciato anche la nascita di #MuoViTicentro. Quali idee e progetti avete in serbo per rivitalizzare il centro storico?

“Di idee ne abbiamo tante. Dobbiamo proporle al Comune e lavorare insieme sulla calendarizzazione, per capire cosa effettivamente potrà essere fatto. Abbiamo iniziato giovedì scorso con l’evento contro la violenza sulle donne: in quel caso l’amministrazione ci ha dato la possibilità di inserirci nella ‘scia’ delle varie manifestazioni sul tema che si stavano svolgendo a Viterbo. Poi crediamo sia importante sfruttare e potenziare il centro storico anche per tutti gli studenti ‘fuori sede’, che rappresentano una buona fetta degli iscritti ai corsi di studio. Il centro di Viterbo è unico nel suo genere, perché si trova esattamente ‘in mezzo’ alla città, ed è facilmente raggiungibile da tutti gli studenti che hanno casa nelle diverse zone”.

Quando tornerete a incontrarvi al tavolo con il Comune? E quali aspettative avete per il futuro di questa collaborazione?

“Il prossimo appuntamento è fissato dopo l’8 dicembre, quando verrà fatto il punto sul Piano del Commercio. Siamo molto orgogliosi che il Comune abbia dato alle Associazioni la possibilità di intervenire come membri agli incontri. Nello specifico, abbiamo ottenuto due posti, uno per me e uno per il presidente della consulta degli studenti Giacomo De Vito. Siamo sicuri che la collaborazione con rappresentanti eletti e Comune possa creare giovamento a tutti i cittadini. Noi agiamo in primis per difendere gli interessi degli studenti e così facendo potremmo aumentare di molto la vivibilità di Viterbo e magari incrementare gli iscritti alla nostra Università negli anni a venire”.

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