Darsena traghetti ai privati, la preoccupazione del cluster marittimo

Riunione tra luci ed ombre quella di mercoledì del tavolo del partenariato. Lamentate le poche risposte ai problemi dello scalo da parte dell'Authority

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Riunione tra luci ed ombre quella di mercoledì pomeriggio in Autorità portuale dove il tavolo del Partenariato è tornato a incontrarsi dopo la lunga pausa estiva.
Una riunione durata oltre 4 ore e nella quale è stato di fatto aperto il tavolo di crisi per lo scalo. Piena sintonia di tutti i presenti (cluster marittimo, imprese e sindacati) sulla linea da seguire per la vertenza Enel.
“Si è convenuto che alla luce del minor arrivo del carbone e dei danni causati ad imprese portuali, metalmeccaniche ed alla stessa Authority, – ha spiegato il referente della Filt Cgil Alessandro Borgioni – ci deve essere una linea comune per chiedere risposte concrete e impegni certi alla spa elettrica che, nel piano industriale presentato per ottenere la concessione, prevedeva ben altri numeri rispetto a quelli, risibili, degli ultimi mesi. Per questo è stata evidenziata la necessità di prevedere, nel breve e medio termine un meccanismo di compensazione per i mancati introiti derivanti dalla discarica del carbone. Questo per l’immediato. Per il lungo termine, in previsione del 2025 anno del “phase out” l’Enel dovrebbe farsi carico o compartecipare alla realizzazione della darsena grandi masse”. Concetti ripresi anche dal presidente della Cpc Enrico Luciani che ha ricordato come, proprio per il minor arrivo del carbone la Compagnia quest’anno chiuderà con meno 900 mila euro di fatturato.
Ma se sulla vicenda Enel sono arrivate quelle risposte, o almeno quella condivisione di intenti che lavoratori e sindacati si aspettavano, le note dolenti sono arrivate con le altre criticità sul tappeto. “L’Authority non ci ha dato risposte – ha spiegato Borgioni – su cosa intende fare in merito alla vertenza tra Cfft e Rtc, e neppure su quali sono questi nuovi traffici che si sta cercando di portare nello scalo”.
Altro argomento di divisione è stato quello riguardante l’imminente bando per la concessione a soggetti privati della darsena traghetti. Una voce insistente negli ultimi giorni che proprio al tavolo del Partenariato ha trovato conferma. “Gli uffici stanno predisponendo il bando – ha confermato il responsabile della Filt – anche se nessuno ci ha detto di più e non nego una forte preoccupazione per le ripercussioni che questa concessione ad un unico armatore potrà avere sul piano occupazionale, soprattutto se la concessione dovesse portare all’esclusione di servizi attualmente affidati a società di interesse generale che operano all’interno del porto”
“Certo – gli fa eco il presidente del camalli – la scelta di concedere ad un soggetto privato un altro pezzo di porto contrasta fortemente con quella che è la storia, passata e anche recente, dello scalo civitavecchiese. Dare, dopo il terminal container, anche il ro-ro in mano ai privati significherebbe decretare la fine del lavoro nel nostro porto”.

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