Attenti all'inghippo "ittico". Non è tutto bel sapore di mare

Davanti, le sardine fresche. Dietro, le sardine che puzzano. Viterbo docet!

"Ricordate i "girotondini" di una volta? Allora era l'ansia anti-corruzione e l'osanna ai magistrati manettari. Poi abbiamo visto com'è andata a finire Tangentopoli..."

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Nessuna intenzione – francamente, nessuna voglia – di sbracciarmi per così poco e gettare la croce addosso alle arrembanti e guizzanti sardine anti-Salvini… Giovani e ingenue.

Il direttore Giovanni Masotti
Foto di Erika Orsini

Strette strette l’una all’altra. Disperatamente bisognose del nemico contro cui saettare i loro slogan. Geneticamente, e generosamente, sprovvedute. Arrancanti nel “mare magnum” del vuoto pneumatico della sinistra e nel tragicomico caos dei grillini. Fatele manifestare in pace, sorridenti e urlanti (qui a Viterbo, mi pare si siano prenotate per il 30)… Con le loro – tante – illusioni, le loro – poche – sicurezze e i loro – inesistenti – programmi. Ricordate i “girotondini” di una volta? Allora era l’ansia anti-corruzione e l’osanna ai magistrati manettari. Poi abbiamo visto com’è andata a finire Tangentopoli… Servita, per un bel pò, solo al Pci/Pds. Ma non al paese.

Niente da obiettare, comunque, sugli entusiasti alla ricerca di una bandiera dietro cui ripararsi e di un’altra da strappare. Il punto non sono loro. Il punto è un altro. Questi ragazzi sono manovrati dagli impresentabili, dai pavidi e dai riciclati che non hanno il coraggio di metterci la faccia e di scendere in piazza, perché non sono più abituati a stare in mezzo alla gente e non se la sentono di rischiare lo spernacchiamento. E, allora davanti le sardine fresche. Ma dietro le sardine andate a male, quelle che puzzano.

Sì, ci è venuto questo atroce dubbio andando a spulciare qua e là le pagine Facebook dell’ ittico e pulsante movimento. Dietro le pieghe della novità, quanti marpioni direttamente provenienti dal Pd, da Cinque Stelle e non solo! E sapete (a Milano è accertato, perché Milano poi non lo so…) chi c’è tra i registi e le menti dell’operazione camuffamento? Il “nostro” (solo in senso strettamente geografico) Filippone Rossi, quello di “Caffeina” o dell’ ex “Caffeina” trasmigrata a Sutri dopo mille peripezie viterbesi, l’operatore culturale che di casacche in vita sua ne ha cambiate a iosa, forse se ne ricorda a stento lui stesso. E adesso ha concluso felicemente (?) il multioceanico e spericolato periplo dalla destra destra alla sinistra sinistra, transitando naturalmente anche per il centro. Approdo, le rosseggianti sardine. Se è davvero come temiamo, evviva i gattini e i pinguini! Speriamo che se le pappino.

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