Per la prima volta la Santa Sede si appella al Concordato per chiedere la revisione di una legge italiana

Ddl Zan, da scontro politico-ideologico a ‘guerra di religione’? Per il Vaticano opportuno “rimodulare”

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Il Ddl Zan da battaglia ideologica rischia di diventare una ‘guerra di religione’ con il Vaticano che rivendica le libertà assicurate alla Chiesa dal Concordato.

Il disegno di legge contro l’omotransfobia, già aspramente dibattuto tra le diverse anime politiche dell’esecutivo Draghi, si è ora trasformato in una spinosa questione che per la prima volta vede il Vaticano chiamare in causa il Concordato Stato-Chiesa per chiedere la modifica di una legge italiana.

La preoccupazione della Segreteria di stato vaticana, espressa con una nota verbale consegnata in maniera informale all’ambasciatore italiano presso la Santa Sede, è che la libertà di espressione venga compressa dalle nuove norme e che “non si possa più svolgere liberamente l’azione pastorale, educativa, sociale”.

Il Vaticano chiede quindi al governo italiano di “rimodulare” il disegno di legge, attualmente in commissione Giustizia del Senato, perché in alcuni contenuti “violerebbe l’accordo di revisione del Concordato”.

Con particolare riferimento ad alcuni commi che, nella modifica dell’accordo tra Italia e Santa Sede del 1984, assicurano alla Chiesa “libertà di organizzazione, di pubblico esercizio di culto” e garantiscono “ai cattolici e alle loro associazioni e organizzazioni la piena libertà di riunione e di manifestazione del pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

Libertà di organizzazione che tra l’altro, secondo il Vaticano, sarebbe messa in discussione dall’articolo del disegno di legge che prevede iniziative e attività, senza esenzioni per le scuole private, in occasione della Giornata nazionale contro l’omotransfobia che dovrebbe essere istituita e celebrata il 17 maggio.

L’anima giallorossa del governo finora sugli scudi contro i “rischi di bavaglio” evidenziati dalle forze governative di centrodestra, pur rimarcando il fastidio per “le ingerenze esterne”, con l’entrata in scena del Vaticano si è comunque dichiarata disponibile al dialogo in Parlamento dove sul tema si attende oggi l’intervento del premier Draghi.

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