Decontribuzione sud, il Movimento 5 Stelle chiede di inserire anche la provincia di Viterbo

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“E’ stato approvato alla Camera a nostra firma e di altri deputati del Movimento Cinque Stelle delle regioni Lazio, Umbria e Marche, un ordine del giorno che chiede al Governo a estendere le misure della fiscalità di vantaggio anche alla Provincia di Viterbo, oltre che alle Regioni del Sud Italia” Così i deputati del Movimento 5 Stelle, Gabriele Lorenzoni e Marta Grande.
“La misura ‘Decontribuzione Sud’ introdotta nel decreto Agosto è uno sconto contributivo sostanzioso che aiuta gli imprenditori delle Regioni del Mezzogiorno a diminuire il costo del lavoro dei propri dipendenti di circa il 30%.
Con il nostro Ordine del giorno abbiamo chiesto al Ministero del Sud di parametrare questa misura non su una macro-valutazione regionale che divide l’Italia a metà, ma su parametri economici ben definiti in modo da poter essere estese ad altri territori in difficoltà. Nel Lazio, ad esempio, con il criterio del PIL pro-capite e del tasso di occupazione adattato non più su base regionale ma su base provinciale, rientrerebbero nelle agevolazioni tutte le imprese operanti nelle province di Latina, Frosinone, Rieti e Viterbo.
Veniamo così incontro alle posizioni espresse dal Presidente di ConfimpreseItalia, Guido D’Amico, che rileva come in una regione come il Lazio con un tessuto produttivo non omogeneo, che presenta forti disparità reddituali tra i suoi abitanti, la presenza di Roma danneggia le province circostanti, impedendo agli imprenditori laziali di poter usufruire delle agevolazioni.
Lo stesso ministro Gualtieri oggi ha dichiarato che il Governo non mancherà di approfondire il tema dei confini della fiscalità di vantaggio con le regioni del Sud Italia rispetto a quelle del Centro-Nord in condizioni economiche simili, se non peggiori.
Ci auguriamo ora che anche l’Anci regionale e altre associazioni di categoria della Provincia di Viterbo facciano quadrato intorno a questa esigenza in grado di fotografare con puntale precisione la reale situazione economica dei territori, e di conseguenza rendere più equo il sistema fiscale.”

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