Decreto Rilancio: niente fondi per il sisma, la rabbia dei terremotati

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Niente fondi per i terremotati.

La bocciatura alla Commissione bilancio della Camera del pacchetto delle misure utili per il sisma 2016 ha creato uno sdegno profondo, difficile da placare.

«Uno schiaffo ulteriore in faccia ai terremotati. Una vergogna. Sconcertante» – hanno commentato, a caldo, alcuni vescovi delle zone terremotate del Centro Italia.

Un stop destinato a bloccare, impietosamente, alcune misure importanti previste nel pacchetto: la stabilizzazione del personale, la proroga dello stato di emergenza dopo il 31 dicembre, l’aumento degli incentivi per i tecnici chiamati a nuovi adempimenti con l’autocertificazione e la destinazione del 5% dei fondi per la ricostruzione pubblica al sostegno delle attività produttive.

Tutta una serie di interventi, insomma, concordati con gli amministratori locali, condivisi dal commissario straordinario alla ricostruzione, Giovanni Legnini e destinate a sbloccare l’impasse della ricostruzione.

Il vescovo di Rieti, mons. Domenico Pompili ha duramente criticato la bocciatura:  «Una dimenticanza veramente vergognosa –  ha commentato – Una prova della superficialità di chi è chiamato a dare risposte e non si accorge che il terremoto è l’emergenza delle emergenze visto che sono 4 anni che stiamo ‘sotto pressione’».

«Spero si possa al più presto provvedere a risanare questo che è un errore imperdonabile che tra l’altro accrediterebbe la classe politica come del tutto inaffidabile se è vero che il ‘ricostruiremo dove era e come era’ ce lo siamo sentiti dire sin dalle prime ore del sisma».

«Che nel decreto Rilancio – conclude – non si faccia menzione del sisma e della ricostruzione del Centro Italia, che rappresenta una parte significativa del nostro Paese in un momento difficile dopo il Covid in cui le aree interne sono diventate ancora più importanti rispetto alle grandi aree metropolitane, è una cosa sconcertante».

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