“Decreto Salvini”, primi mesi: finalmente più sicurezza per gli italiani per bene!

Dal 3 dicembre scorso è diventato legge dello Stato il D.L 4.10.18 n. 113, meglio conosciuto come “decreto Salvini”.

decreto sicurezza

Dal 3 dicembre scorso è diventato legge dello Stato il D.L 4.10.18 n. 113, meglio conosciuto come “decreto Salvini”.

Dopo sei mesi di discussioni, polemiche e ricorsi alla Consulta di alcune Regioni, va dissipato il polverone alzato da più parti e si può iniziare a tracciare un consuntivo (positivo) sull’applicazione delle norme contenute nel provvedimento, che non riguardano solo i migranti.

Alcuni di quelli che prevedevano chissà quale sfracasso e vaticinavano il fallimento del decreto cominciano ora a pensare di aver visto male e si ricredono.

Soprattutto le novità relative al capitolo “migranti” hanno acceso da subito ogni genere di dibattiti sull’ efficacia della legge e addirittura sulla sua conformità costituzionale: prima nelle aule del Parlamento, poi nel paese e anche – e molto – all’estero. Nel “decreto Salvini” è scomparso “il permesso di soggiorno per motivi umanitari” di durata biennale, che consentiva l’accesso al lavoro, al servizio sanitario nazionale, all’assistenza sociale e all’edilizia popolare di tanti immigrati furbacchioni. “Tout court” è stata eliminata ogni discrezionalità nella concessione di questa speciale tutela.

Le nuove norme, infatti, introducono una tipizzazione dei casi ammessi,  con indicazione di specifici requisiti per i soggetti richiedenti. Proprio questo provvedimento – insieme a quello in base al quale ai Comuni ed alle Commissioni territoriali è stata tolta l’autorità di concedere richieste d’asilo – ha suscitato dubbi, tant’è che alcune Regioni hanno presentato ricorso alla Corte Costituzionale per presunta violazione dell’art. 10 della Costituzione che recita: “…La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali…..Lo straniero ha diritto di asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge”).

Appunto: “le condizioni stabilite dalla legge”, come recita l’ultimo capoverso del suddetto articolo!

Prima del “famigerato” decreto fortemente voluto dal ministro degli Interni, l’ordinamento legislativo italiano in tema di politica migratoria era confuso e contraddittorio nell’interpretare la facoltà di concessione di un “asilo politico” richiesto da una pletora di aspiranti. Pur di ottenere protezione internazionale – per esempio – un buon numero di migranti si dichiarava fintamente omosessuale, sottolineando che nel suo paese era sottoposto a discriminazioni e vessazioni… E riusciva ad averla vinta, perché nessuno si prendeva la briga di accertare le sue disinvolte, spesso inconsistenti, dichiarazioni. E veniva con leggerezza e faciloneria concessa protezione ad autentici delinquenti usciti dalle carceri in madrepatria. Mai una seria istruttoria! La nuova legge ha invece finalmente tipizzato le condizioni per acquisire tali benefici, ponendo severe limitazioni nei confronti di chi sia stato riconosciuto responsabile di gravi reati. Conseguenza di queste restrizioni al facile approdo in Italia è stato un (auspicabile davvero) crollo verticale degli arrivi.

Vi par poco che – dal novembre 2018 ad oggi – sono stati negati oltre il 77% di richieste d’asilo e il 98% dei permessi umanitari, mentre – per lo scorso anno – i dati parlavano solo di un 56% di richieste asilo bocciate e di un 27% di permessi negati? Finalmente, dunque, una vera legge in Italia che regola il fenomeno migratorio, fin qui così disordinato.

Questo voleva la maggioranza degli italiani: fine degli arrivi abusivi. E, ad oggi, gli sbarchi sono calati di oltre il 95%! Ci voleva una legge coraggiosa per regolare gli afflussi. E ciò è avvenuto anche nell’interesse degli altri Stati europei, molto attenti ai problemi di casa loro, ma del tutto sordi all’ emergenza che si abbatteva sull’ Italia. Il decreto Salvini ha ridotto drasticamente i traffici di uomini nel Mediterraneo ed ha dato dignità ai “migranti” veramente e dramnaticamente in fuga dalle guerre e dalle persecuzioni. Nessuna “macelleria” nei confronti di quanti meritavano e meritano lo status di “rifugiato”!

Ma il “decreto Salvini” non è affatto soltanto “migranti”, è sopratutto normativa pensata e creata per la tutela della sicurezza dei milioni e milioni di cittadini che vivono, lavorano e operano nel rispetto delle leggi. E su questo c’è davvero poco da contestare e menare il can per l’aia… Solo pochissimi temerari lo hanno fatto sui punti innovativi che vi sottoponiamo.  Si contrastano efficacemente gli odiosi reati di maltrattamento e di stalking anche mediante l’uso di apparecchiature elettroniche di sorveglianza. Vengono introdotte precise prescrizioni in materia di noleggio degli autoveicoli per prevenire che lo si faccia (ed è accaduto) nell’ ottica di compiere atti di terrorismo con maggiori probabilità di farla franca. Viene concessa ai sindaci la facoltà di comminare un “DASPO urbano” anche per coloro che siano indiziati e sospetti di vicinanza al terrorismo. Si allarga alle polizie locali la possibilità di dotarsi di Taser, armi portatili ad impulso elettrico. Vengono inasprite le pene per i responsabili di occupazione abusiva di immobili e blocco stradale e per l’ accertamento di questi reati viene consentito l’uso di intercettazioni e le video-riprese.

E nessuno ha avuto l’ ardire di opporsi all’ istituzione di un’ Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (si è già visto, infatti,  quante ricche ville di “padrini” di mafia siano “miracolosamente” diventati asili-nido e case-famiglia…). Certamente, dopo tre mesi e mezzo di vigenza della Legge 132\18, si può stilare un bilancio lusinghiero del provvedimento, finalmente vicino alle legittime esigenze e alle richieste di aiuto invocate dalla gente per bene e rimaste troppo a lungo inascoltate. Non è “populismo” legiferare nel senso voluto dai cittadini. E’ fare politica e basta. E poi: essere “populisti” è forse un reato?! Lasciamolo dire e pensare ai soloni della vecchia sinistra.

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