Approvato il documento condiviso da tutti i consiglieri per esprimere contrarietà alla realizzazione del sito di stoccaggio dei rifiuti radioattivi nella provincia di Viterbo

Deposito nucleare nella Tuscia, c’è il “no” unanime del Comune di Viterbo

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Rifiuti radioattivi nella Tuscia, nella seduta di ieri il Consiglio comunale di Viterbo ha approvato all’unanimità un ordine del giorno per esprimere la propria contrarietà al sito di stoccaggio nucleare per cui la CNAPI (Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee ad ospitare il deposito di rifiuti radioattivi) aveva individuato nella provincia di Viterbo ben 22 delle 67 zone italiane lo scorso 6 novembre.

Gli ordini del giorno portati in Consiglio da principio erano stati quattro: uno fatto proprio dal sindaco Arena e messo a disposizione dalla Provincia, uno del gruppo di Fratelli d’Italia, uno Lega e uno della consigliera Luisa Ciambella (Pd), unica dell’opposizione ad aver avanzato la sua proposta. Anche il gruppo del Pd ha reso noto di aver preparato un documento in merito, poi ritirato in quanto “sovrapponibile a quello del sindaco”, come ha chiarito il capogruppo Alvaro Ricci.

luigi buzzi
Luigi Buzzi, capogruppo di Fratelli d’Italia

Sin dall’inizio dell’incontro il primo cittadino ha manifestato la volontà di uscire con un unico documento a fine seduta, che potesse riassumere i punti fondamentali di ognuno. La proposta riportata da Arena ha avuto come nodo centrale quello di chiedere l’allungamento dei tempi per presentare le Osservazioni a 180 giorni, rispetto ai 60 normalmente previsti, considerando anche l’emergenza sanitaria in corso.

Il gruppo di Fratelli d’Italia, nello specifico, ha chiesto “una forte presa di posizione del capoluogo” di fronte alla tematica dello stoccaggio dei rifiuti nucleari e anche del Presidente del Consiglio regionale e del Presidente di regione.

Andrea Micci, capogruppo Lega Viterbo

Nell documento presentato dalla Lega si specificava invece la volontà di includere anche gli enti locali, oltre agli istituti di ricerca e alle associazioni, in un tavolo di confronto permanente che possa essere coinvolto nel processo decisionale.

La consigliera Luisa Ciambella ha posto l’accento sulla necessità di “impegnare il sindaco, quale rappresentante dell’ente, a costituirsi nelle fasi della consultazione pubblica nell’ambito della procedura per la localizzazione, costruzione ed esercizio del Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e Parco Tecnologico e negli eventuali ricorsi giurisdizionali amministrativi, sebbene nessuna delle aree individuate si trovi sul nostro terreno comunale, ma in una ottica di un unico territorio e nel rispetto del ruolo di riferimento che il sindaco del capoluogo deve svolgere sulle scelte strategiche provinciali, in collaborazione con tutti gli altri 59 sindaci”, oltre che di impegnare il primo cittadino “nel coinvolgimento delle associazioni di categoria“.

ciambellaLa consigliera ha di seguito ribadito l’importanza, per la politica, di far fronte comune su temi del genere e reso noto che anche il FAI ha manifestato la propria contrarietà all’ubicazione del deposito nazionale nella provincia di Viterbo, famosa per le sue bellezze naturali e paesaggistiche. “Inoltre la nostra zona è sottoposta a diversi fattori di rischio – ha aggiunto la Ciambella – come radon, arsenico, fitofarmaci, una serie di elementi che ci vedono nelle classifiche per incidenza tumorale e malformazioni in posizioni più alte di quelle che dovrebbero essere. Il deposito sarebbe un ulteriore fattore di rischio”, ha dichiarato.

Alla lettura degli ordini del giorno è seguito un dibattito molto lungo nonché una discussione dai toni a tratti anche accesi, sebbene tutti i consiglieri concordassero nella volontà di opporre un fermo “no” alla realizzazione del sito di stoccaggio nella Tuscia, che alla fine ha portato tutti i documenti presentati a confluire in uno solo, mettendo d’accordo tutti i consiglieri.

 

 

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