Oggi secondo giorno di confronto sulle motivazioni del No all'individuazione di un sito per l'impianto nella Tuscia

Deposito rifiuti radioattivi: la Provincia nella prima giornata del Seminario Sogin ribadisce la propria contrarietà

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Si è concluso ieri in mattinata l’intervento del presidente della Provincia di Viterbo Pietro Nocchi al Seminario Nazionale promosso da Sogin in merito al tema del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, con l’identificazione delle aree potenzialmente idonee per lo stoccaggio dei rifiuti nucleari nella Tuscia.

Dopo l’incontro “Il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e la Tuscia: una scelta impossibile” del 15 ottobre scorso organizzato da Palazzo Gentili tutti i portatori di interesse si sono dati appuntamento ieri e oggi, 10 novembre, per il Seminario Nazionale promosso da Sogin. Ampia la partecipazione di comitati, associazioni, comuni e stakeholders.

Ad aprire l’incontro di ieri il presidente Nocchi che ha voluto innanzitutto ribadire l’importanza della Provincia in questa fase, come ente coordinatore delle varie istanze provenienti dal territorio. Nocchi ha sottolineato come sia importante che all’interno di un contesto tecnico sia stata invitata a partecipare la politica, nell’ottica del dialogo e dell’ascolto delle istanze provenienti dai territori comunali.

La Provincia ha fermamente ribadito la propria contrarietà alla costruzione dei depositi di stoccaggio nei 22 siti individuati nella Tuscia. Le motivazioni sono le stesse sul tavolo: nessuno dei 22 siti ha le caratteristiche di idoneità e sono tutti in violazione della normativa di riferimento del Dlgs n.31 del 2010.L

La vasta area identificata è caratterizzata da forte vocazione rurale ed agricola con un continuo incremento di coltivazioni arboree specializzate come noccioleti, oliveti e mandorleti con una ricaduta economica importante nel lungo termine. Ogni singolo sito identificato è comunque interessato nelle vicinanze di aree naturali protette ed archeologiche di particolare rilievo: oltre che in contrasto alla normativa vigente, si andrebbe incontro ad un impatto negativo devastante sotto il profilo ambientale, turistico ed economico.

Si è ribadito altresì come fosse necessario consultare gli enti locali e le istanze del territorio prima di modificare le caratteristiche di idoneità dei siti, come successo nelle modifiche alla Guida Tecnica del 2015.

Un dato di fatto è comunque emerso durante il seminario: la necessità di un deposito nazionale. La proposta della Provincia di Viterbo è quella di individuare i siti già utilizzati come deposito di stoccaggio delle scorie radioattive, ampliandone la portata e mettendoli in sicurezza.

Oggi proseguono i lavori di confronto sulla tematica, durante il Seminario Nazionale promosso da Sogin.

Il presidente Nocchi commenta e ringrazia: “La Provincia ha voluto partecipare per ribadire la propria posizione di contrarietà all’utilizzo dei 22 siti della Tuscia. Ci siamo presi l’impegno di portare avanti questa battaglia coordinandoci con tutti i comuni, i comitati, le associazioni di categoria e gli enti locali e continueremo a farlo.”

“Invio un sentito ringraziamento personale a tutte le associazioni, i comitati, i sindaci della provincia e gli stakeholders che hanno portato la propria esperienza e le proprie osservazioni durante queste giornate di incontro sulla tematica. Una unione di intenti che va nella direzione della salvaguardia e la valorizzazione del nostro territorio. “

 

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