Gli incontri nelle regioni interessate proseguono sino al 24 novembre, la pubblicazione degli atti a metà dicembre

Deposito scorie nucleari: iniziato il seminario nazionale Sogin per individuare il sito più idoneo

110
Al via ieri il seminario nazionale della Sogin sul deposito nazionale di stoccaggio dei rifiuti nucleari.
Un percorso che vedrà l’organizzazione di incontri nelle sette regioni in cui sono stati individuati siti potenzialmente idonei e che si concluderà il 24 novembre. Il 15 dicembre poi saranno pubblicati gli atti dei lavori. Spetterà poi al governo, una volta in possesso della pubblicazione definitiva della Cnai, Carta nazionale aree idonee, individuare il sito definitivo.
Nel seminario, previsto nel processo di consultazione pubblica per la realizzazione dell’impianto, saranno discusse le osservazioni arrivate dai territori in cui insistono i 67 luoghi dove potrebbe sorgere il deposito.
Ben 22 dei siti ritenuti idonei si trovano nel Lazio, nello specifico tutti nella provincia di Viterbo.
Ieri il webinar d’apertura ha visto la partecipazione di manager Sogin,
della sottosegretaria al Ministero della Transizione ecologica Vannia Gava (Lega) e del vice presidente del Dipartimento de l’Aube, nella regione dello Champagne, e sindaco del comune di Soulaines-Dhuys dove sorge il maggior deposito francese di scorie nucleari.
Per entrambi la costruzione del sito nazionale di stoccaggio è una risorsa.
Per la sottosegretaria Gava: “Il deposito nazionale dei rifiuti nucleari è una infrastruttura importante che va fatta, con tutti i criteri di sicurezza, e che genererà ricchezza per il territorio, in termini di lavoro ed economia”.

Il sindaco d’Oltralpe, forte della sua esperienza, giudica positivamente la presenza del deposito nel suo Comune perché “ha portato introiti fiscali e posti di lavoro per le comunità locali,

non ha danneggiato le attività economiche tradizionali (vino, formaggi, agricoltura, turismo), e ha permesso di dotare il territorio di importanti strutture sanitarie, turistiche e culturali”.
Qualche dettaglio sul deposito nazionale che dovrebbe essere realizzato in Italia.
Occuperà 150 ettari di terreno, 110 per il deposito e 40 per un Parco tecnologico dedicato alla ricerca e alla formazione sul nucleare. La costruzione dell’impianto costerà 900 milioni e durerà 4 anni. Il cantiere occuperà 4.000 persone, poi a regime il deposito impiegherà 700 addetti.
Accoglierà 95mila metri cubi di materiale: 78.000 a molto bassa o bassa attività e 17mila metri cubi a media ed alta attività.
L’impianto riceverà rifiuti per 40 anni, successivamente li custodirà fino a che non saranno più radioattivi, dopo 300 anni.
Per legge è previsto un contributo economico della Sogin alle comunità dove sorgerà il deposito.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui