“Di un umile dono fu dotato da Dio, quello di conoscere l’avvenire”

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Vittoria e Crispino

San Crispino da Viterbo e al secolo Pietro Ferretti, veste l’abito nel convento della Pallanzana, poi si divide tra Tolfa, Roma, Bassano, Orvieto e dichiarato Santo da Papa Giovanni Paolo II, oggi Santo anche lui.

La vita biografica del nostro concittadino è nota ai più ma forse non tutti sanno che nell’arco dei suoi anni, in modo molto semplice, frequenta le famiglie molto note del Lazio e delle regioni confinanti. Si intrattiene volentieri tra le loro librerie, tra i documenti storici e così viene a conoscenza dei destini riservati alle figlie femmine, spesso spedite in convento per mantenere integro il patrimonio dell’erede maschio.
Anche a Rosolinda Vittoria Pazzaglia, nativa di Ischia di Castro, figlia di un suo amico, ed educanda nel convento di Orvieto, predice un futuro diverso rispetto alla scelta programmata.

Rosolinda Vittoria, praticamente adolescente, si lascia convincere dalla badessa del convento e dalla madre e dal padre che le sono ossequiosi, un po’ per santa devozione e un po’ per la vicinanza delle due genealogie di famiglia ad indossare l’abito monacale.
Crispino, con pazienza, la va a trovare due o tre volte durante i suoi piccoli soggiorni a Orvieto, la prega di ascoltare il cuore, di ascoltare la voce di Dio, mentre, continua a far visita ai genitori della ragazza. Passa un po’ di tempo e si affacciano delle difficoltà, sia per il frate e sia per la futura suora, i parenti non capiscono, tra i congiunti tante sono le suore e diverse in ordine di santità, la gente, le opinioni del vescovo e dei prelati, lo scandalo, la suddivisione dei beni, la dote da riprendere, tutto molto complicato.

La badessa del convento, pur dedicandole mille attenzioni come si fa con una parente di riguardo, intuisce la tristezza e l’indecisione di Rosolinda, per tutti i familiari Vittoria, non sa cosa fare, non sa se scrivere a suo cugino, se rimanere in silenzio, se consigliarsi con la Chiesa o con il padre domenicano, sempre nell’entourage di famiglia, che in quel momento si trova a Orvieto e si occupa di trascrizioni e esercizi di bella grafia.
Un pomeriggio, subito dopo la messa, nella sua piccola passeggiata, sente bussare alla porta del convento, è Fra Crispino, vuole parlare ancora con Vittoria e questa volta in presenza della badessa.

“ Vedi figlia mia, il Padre Nostro è l’unico che conosce il nostro bene e tu sai che quel che sta scritto in ciel convien che sia” prosegue:“ Tu non sei chiamata ad essere una suora, Dio ti chiama ad essere moglie e madre, madre di figli maschi e uomini di fede!
Qualche giorno dopo, Vittoria torna a casa sottobraccio al padre, amareggiata per non aver tenuto fede alla promessa ma confortata dalle parole del frate.

La proposta di matrimonio non si fa attendere, la avanza con tutti i crismi e tutti gli onori l’eccellentissimo ed illustrissimo Messer Fabio Castiglioni della discendenza di Papa Celestino IV e dei quattro cardinali milanesi. Il matrimonio si celebra di lì a poco a Ischia di Castro, i primi anni trascorrono tra tante perizie per avere figli ma poi Vittoria, diventa la mamma prima di Luca Crispino e poi del Cardinale Giovanni Castiglioni tenuto a battesimo dal parroco Don Silvio Pazzaglia suo zio.

Giovanni, uomo di legge e teologia, cattedratico e oratore di lettere latine, commendatore dell’Ospedale di Santo Spirito, diventa canonista della Penitenzeria Apostolica, membro della Congregazione per gli affari ecclesiastici, Prefetto dell’ospizio degli Esposti di Viterbo ma senza mai dimenticare la sua terra di Castro.

Oggi il suo corpo riposa a Osimo, sua Diocesi, ma le sue insegne di famiglia, alle quali i Farnese vollero aggiungere il giglio, per una rinnovata amicizia con il padre e la madre, e un’urna sepolcrale lui dedicata con iscrizione, si trovano all’interno del Duomo di sant’Ermete a Ischia di Castro. Anche Napoleone gli conferisce un’alta onoreficienza.

Si narra in famiglia della sua grande passione per la musica e per l’arte, per la campagna e per le passeggiate lungo le tagliate dell’antico Ducato e del grande amore per la madre.
Giovanni Castiglioni lega tanti territori, dalla Lombardia alla Tuscia, dalle Marche a Roma, ancora oggi celebrato per la generosità dei sui gesti e per la sua vicinanza agli affetti.
Una storia di famiglia e la Storia d’Italia.

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