L'allarme è scattato al Selam Palace, dove il sovraffollamento è pazzesco

Dichiarata la prima “zona rossa” a Roma: uno stabile con 800 migranti

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Alla fine è successo quello che a Roma si stava cercando di evitare in tutti i modi: all’interno del Selam Palace, un imponente edificio dove alloggiano abusivamente 800 immigrati, sono stati riscontrati 2 casi di positività al Covid-19 e altri tre soggetti con sintomi. Ma la paura è che possano essere molti di più.

La Regione, insieme alla Prefettura capitolina, ha isolato la struttura grazie all’aiuto dell’esercito che ha circondato lo stabile, anche perchè far rispettare le norme anti-contagio è pressoché impossibile data l’elevata concentrazione di persone in spazi davvero ristretti.

Il primo campanello di allarme è arrivato quando sono stati registrati alcuni sintomi sospetti per una coppia originaria del Sudan. La donna ha manifestato soltanto lievi sintomi, mentre per l’uomo, con evidenti problemi respiratori,  è stato necessario il ricovero al Policlinico di Tor Vergata. Adesso, oltre alla coppia si sospetta di un terzo caso: un ragazzo somalo con problemi cardiaci e quindi ad altissimo rischio.

Stamattina era stato inviato in zona un hub medico che consentirà di fare controlli e tamponi a tutti gli abitanti del palazzo per evitare che si crei un focolaio. Qualche giorno fa, aveva fatto visita al Selam Palace anche il cardinale Konrad Krajewski, uomo molto vicino al Papa.

A dimostrazione di quanto la situazione igienico-sanitaria all’interno del palazzo sia critica il fatto che, in un solo piano, sia presente un unico bagno per 10 persone. Resta altissima l’attenzione.

 

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