“Difendila! Potrebbe essere tua madre, tua moglie, tua sorella, tua figlia”, scriveva Chiricozzi su Instagram

Paradossale il commento di Francesco Chiricozzi, accusato di violenza sessuale di gruppo, dopo le morti di Pamela Mastropietro e Desirèe Mariottini, entrambe violentate e uccise.

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“La prossima Pamela, la prossima Desirèe potrebbe essere tua figlia, tua moglie o tua sorella. Sveglia”.

Oggi suona paradossale il commento di Francesco Chiricozzi, il consigliere comunale di Vallerano accusato di violenza sessuale di gruppo, all’indomani delle morti di Pamela Mastropietro e Desirèe Mariottini, entrambe violentate e uccise.

Il post di Instagram dell’ottobre 2018, rimosso a seguito della vicenda, prende spunto dal famoso manifesto della propaganda fascista del 1944, in cui si vede un uomo di colore, intento a violentare una donna.

Ad accompagnare la foto la scritta “Difendila! Potrebbe essere tua madre, tua moglie, tua sorella, tua figlia”.

Alla luce dei tragici fatti emersi ieri, questo commento appare in tutta la sua drammaticità, in una sorta di sdoppiamento tra immagine virtuale e comportamento privato che stridono dolorosamente con la realtà dei fatti.

Immediati i commenti e gli insulti rilasciati al post di Chiricozzi subito dopo l’arresto.

Tra i numerosi messaggi eloquente quello di chi chiede: “Prima gli italiani: intendi anche nello stupro?”.

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