“Dipingi la tua mano e scatta una foto”, tanti istituti scolastici aderiscono al progetto del Liceo Artistico Orioli

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Mani che creano, che scrivono, che aiutano; mani giunte che pregano; mani aperte a dare e a ricevere; mani che stringono, anche a distanza, quelle degli altri. Mani inchiodate alla croce, come quelle di Gesù: mani che accarezzano; che salvano, che cuciono mascherine, che donano.

Molti istituti scolastici, anche di Viterbo, fra i quali l’I.C.Canevari, hanno già aderito all’iniziativa “Dipingi la tua mano e scatta una foto”, promossa dal liceo artistico ‘F. Orioli’ ed estesa a tutti gli istituti del territorio nazionale di ogni ordine e grado. Nata da un’idea del professore Antonio Triventi, docente di discipline pittoriche dell’istituto, condivisa e appoggiata dal dirigente scolastico, Simonetta Pachella, la proposta rappresenta una campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini del mondo dell’educare.

Entro il 30 aprile, si può mandare la foto della propria mano dipinta, con un messaggio di speranza, contro il coronavirus. Non è un concorso, perchè a vincere sarà il desiderio di unione del genere umano.

Tutti uniti, a formare un unico girotondo, mosso da sentimenti di speranza, docenti e studenti, potranno ‘darsi una mano’, dipingendo la loro, con creatività, per annullare le distanze e superare il difficile momento storico che stiamo attraversando.

Via libera dunque alla fantasia di ognuno. L’arte, del resto, è creatività, estro, bellezza, speranza, ma anche solidarietà.

Tutte le mani postate anche su @artisticamenteorioli saranno condivise e archiviate, con la finalità di poter realizzare, superata la condizione di isolamento, un unico, grande collage che possa rappresentare la forza e l’unità di un popolo.

Teniamo dunque le nostre mani tese verso gli altri, a portare un messaggio forte, capace di superare le barriere del tempo e dello spazio, per porgere un aiuto, per dimostrare senso civico, educazione e un sentimento che ci unisce, seppure distanti, in un unico grande abbraccio.

Riflettendo sulle nostre fragilità e sui valori effimeri di un mondo che abbiamo creduto di poter gestire, possiamo trovare il modo di superare l’egocentrismo e la solitudine, dandoci una mano.

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