Disagi Fs: i pendolari esasperati scrivono al Ministro De Micheli

In una lettera aperta si denunciano i ritardi quotidiani e le pessime condizioni del servizio, chiedendo un intervento diretto

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Servizio scadente: i pendolari, esasperati, tentano la carta più alta e scrivono direttamente al ministro dei Trasporti, Paola De Micheli.

In una lettera aperta, denunciano tutti i disagi che sono costretti a subire ogni giorno, chiedendo un intervento della massima istituzione del settore.

“Egregio Ministro De Micheli

l’anno appena trascorso si è concluso in maniera decisamente difficile per i pendolari della stazione di Orte e anche l’inizio del nuovo anno pare confermare la stessa tendenza.

Il 15 dicembre u.s. è cambiato l’orario dei treni, non sappiamo se ne sia a conoscenza. E per noi pendolari, tale cambio orario non ha portato nessuna variazione positiva, anzi.

In particolare, nella fascia oraria del ritorno da Roma, i RV e gli IC posticipati in partenza (che prima del cambio orario erano in ritardo per dare precedenza agli AV), continuano a non essere puntuali, e quelli anticipati si ritrovano ad avere maggiori tempi di percorrenza.

In pratica stiamo tornando a casa con ritardi ben più cospicui rispetto a prima: in media ogni pendolare nei primi 3 giorni del cambio orario ha regalato a Trenitalia 30-40 minuti della propria vita per i ritardi maturati sulla linea.

Inoltre, viene confermato il “buco di orario” da Orte dalle 8:52 alle 9:43 (peraltro tale RV percorre la linea convenzionale, raggiungendo la stazione Tiburtina in oltre un’ora), cui ne è aggiunto un altro dalle 10:09 alle 11:55 e, soprattutto, è aumentata l’ampiezza dell’intervallo sprovvisto di treni da Roma tra le 16:02 alle 17:20, proprio nella fascia pendolari.

In compenso, come confermato da notizie di stampa, apprendiamo che è notevolmente aumentata l’offerta di treni Alta Velocità di ben 14 convogli!

Una linea direttissima sempre più intasata, in equilibrio precario; crediamo La informino frequentemente che la circolazione, soprattutto verso nord e per lo più il pomeriggio, è disturbata.

La maggior parte dei ritardi subiti dai treni pendolari è indotta: la linea è satura e ogni piccolo problema di transito genera un’escalation di ritardi con la penalizzazione dei nostri convogli, secondo una gerarchia smentita a voce, ma confermata dai fatti.

Ora, semplicemente uscire da Roma Termini alla volta della stazione Tiburtina è diventata un’impresa titanica, pertanto i tempi di percorrenza tra Roma ed Orte e viceversa sono aumentati.

E la stazione Termini è oltremodo intasata, fino a dover spostare le partenze dei treni Intercity ai binari est, lontani oltre 450 metri dalla stazione.

Francamente non capiamo come mai siano state spese decine di milioni di euro per stravolgere la stazione Tiburtina con l’intento di renderla fulcro per il trasporto di Alta Velocità, per poi degradarla di nuovo a stazione di transito, portando ancora più convogli AV alla stazione Termini, che comincia a dimostrare di non poter più sostenere tale traffico.

È necessario tornare ad investire sul trasporto pubblico locale per mantenere in vita il tessuto sociale ed economico dei piccoli comuni, incentivando le persone a stabilire lì la propria residenza o rimanere, senza dover subire nuove vessazioni, garantendo collegamenti frequenti e puntuali per la capitale.

Ricordiamo inoltre che un pendolare, pur avendo tariffe agevolate per la frequenza del viaggio paga in anticipo per mese e per anno e, soprattutto, non viene indennizzato o ristorato dai ritardi e dai disservizi che subisce. Occorre iniziare ad applicare penali per i ritardi sistematicamente fatti subire ai pendolari senza ragionare attraverso una limitata ottica regionale.

Ad oltre 3 mesi dal Suo insediamento chiediamo nuovamente un Suo intervento a nostra tutela ed un incontro per affrontare le problematiche sopra evidenziate.

In assenza di un Suo riscontro, La informiamo che stiamo prendendo in considerazione l’idea di fare una manifestazione presso il Ministero dei Trasporti, coinvolgendo altri comitati sorti in difesa dei diritti, sempre più bistrattati, dei pendolari.

Siamo veramente stanchi, gli animi dei pendolari sono esacerbati, intervenga Lei signor Ministro!

 

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