Dissequestro o ancora lavori fermi? Sulla villa in via Bertina si sfoglia la margherita…

Ieri c’è stato il riesame dal gip: a giorni la decisione. Intanto è slittato al 13 giugno (sciopero avvocati) il processo al dirigente comunale Cecchetti

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MONTEFIASCONE – Cantiere sequestrato in via Bertina, dove sono stati bloccati dalla procura i lavori del costruttore e assessore all’Urbanistica Massimo Ceccarelli: il riesame del gip c’è stato, ma il giudice scioglierà la riserva a giorni. Invece, l’udienza che vede come imputato (insieme ad altri privati) il dirigente comunale dell’ufficio tecnico Angelo Cecchetti, è stato rinviato al 13 giugno per lo sciopero degli avvocati penalisti (che protestano contro la recentissima riforma restrittiva che non permette di chiedere il rito abbreviato per i delitti puniti con l’ergastolo: è il caso dell’omicidio Fedeli).

Caso Ceccarelli. Nell’agosto del 2018 furono apposti i sigilli alla villa in via Bertina, con vista lago, il cui cantiere è portato avanti dall’imprenditore/superassessore della giunta Paolini. Un mese dopo – grazie alla richiesta del difensore di Ceccarelli, l’avvocato Enrico Valentini, e dopo un sopralluogo relativo al riesame – ci fu il dissequestro: i capi di imputazione dell’indagine non erano reati pubblici ma riguardavano violazioni edilizie e paesaggistiche. Dal settembre 2018 a circa un mese fa, i lavori sono andati avanti. Poi, ad aprile 2019 i carabinieri forestali della compagnia di Viterbo (nel 2018 fu la stazione locale falisca a operare come polizia giudiziaria inviata dalla procura) sono tornati sul luogo al centro dell’inchiesta, alle fasi preliminari, e hanno stoppato di nuovo tutto. Il titolare del fascicolo contro Ceccarelli è il procuratore Franco Pacifici.

Caso Cecchetti. In quanto al processo del capo dell’ufficio tecnico comunale Cecchetti, era stato calendarizzato dal collegio dei tre giudici (presieduto da Elisabetta Massini, a latere Roberto Colonnello e Giovanni Pintimalli) di sentire il 9 maggio (ieri) i testimoni mancanti della difesa, mentre il 13 giugno si sarebbe dovuti arrivare a sentenza. Ora, per via della protesta della camera penale sulla misura restrittiva sui delitti puniti da ergastolo, ieri il dibattimento è saltato: riprende il 13 giugno, come da calendario.

In questo processo, Cecchetti è accusato di corruzione e abuso d’ufficio in concorso con professionisti che hanno curato delle pratiche edilizie: per l’accusa si è trattato di pratiche velocissime e irregolari in cambio di soldi. Il 25 marzo 2015 ci furono i rinvii a giudizio per fatti del 2008/2011, da cui l’indagine dei forestali di Montefiascone. Nel settembre 2018 il processo è partito, con la prescrizione per tre degli otto indagati. Le presunte pratiche edilizie irregolari si riferiscono alla costruzione di un fabbricato a uso residenziale-agricolo, con recinzione e muri di contenimento in cemento armato, in via Cassia vecchia.

Nell’udienza del 21 marzo scorso l’avvocato Giovanni Labate, che difende il caposettore, ha spiegato come “non siano contestati i vincoli ai terreni ma l’iter amministrativo: confidiamo di dimostrare il contrario”.

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