Alcune delle questioni rivolte da Luisa Ciambella (PD) nel corso dell'informativa di ieri della Asl in Consiglio comunale, insieme al "misterioso" calo dell'indice Rt nella provincia

“Distribuzione vaccini e test nelle farmacie, come si sta organizzando Viterbo?”

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Modalità di distribuzione del vaccino una volta disponibile, possibilità di svolgere test antigenici nelle farmacie comunali e variazioni dell’indice di trasmissibilità (Rt) nelle ultime settimane nella Tuscia: questi gli argomenti che la consigliera Luisa Ciambella (Pd) ha rivolto ai rappresentanti della Asl di Viterbo e al sindaco Arena nel corso dell’informativa sull’andamento della pandemia di ieri pomeriggio in Consiglio comunale.

Il primo problema presentato dalla consigliera, come anticipato, riguarda proprio la distribuzione del vaccino una volta arrivato in Italia. Proprio in questi giorni la celebre casa produttrice ha confermato che esso avrà un’efficacia superiore al 95%: ottima notizia, ma c’è da considerare come avverrà la somministrazione ai cittadini, contando che il vaccino deve essere conservato tra i -70 e -80 gradi.

La seconda questione riguarda le farmacie comunali che, come ha spiegato la Ciambella, potranno effettuare i test antigenici in base all’ordinanza regionale del 6 novembre firmata da Zingaretti. “Sappiamo che c’è difficoltà a prenotarsi per i tamponi e che i centri privati sono presi d’assalto, il servizio di una farmacia sarebbe ideale”, ha sottolineato la consigliera.

consiglio aslInfine, il fantomatico “indice Rt” che tutti abbiamo imparato a conoscere e che, nelle ultime settimane, nella provincia di Viterbo ha subito varie oscillazioni, passando dalla soglia critica del 2 (vale a dire che ogni positivo ha capacità di infettare due individui) a un valore “più accettabile”, che varia da 1,55 e 1,86. “Oggi emerge che il nostro tasso di contagio sarebbe più alto perché facciamo più tamponi – ha dichiarato la consigliera – ma se guardiamo mediamente a quelli fatti ogni giorno a livello nazionale vediamo che sono tra 220 e 250 mila, ciò vuol dire che il nostro numero dovrebbe aggirarsi intorno ai 1200 più o meno, anche se le notizie parlano di 700, 750 tamponi al massimo. E se in questo conteggio sono inseriti anche gli antigenici dei centri privati significa che arriviamo a 550 circa – prosegue – quindi siamo sottostimati e avremmo la necessità almeno di raddoppiare la nostra capacità di processare i tamponi”.

Nonostante i reiterati tentativi da parte del consigliere Barelli di interrompere l’esposizione della Ciambella – invitandola ad evitare di “fare disinformazione” – la consigliera, approfittando della presenza delle autorità sanitarie in Consiglio comunale, ha posto sul tavolo anche le problematiche legate al plasma iperimmune, una potenziale cura per il Covid-19 di cui si è discusso molto durante la prima ondata del virus per sapere se possa essere utilizzata anche a Belcolle, e dei nosocomi periferici di Montefiascone e Ronciglione, alla domanda: “Ma non ci si poteva pensare prima ad attivarli?”.

Infine, sempre sul tema dell’Rt, diminuito nelle ultime settimane nonostante l’incremento costante dei contagi, la Ciambella ha tirato in ballo una lettera firmata dalla Asl i cui si specifica che in data 24 ottobre l’indice di trasmissibilità era pari a 2 – tanto che Viterbo si classificava come la nona provincia in Italia più colpita dal virus – mentre ora, al 18 novembre, si rileva un netto calo nel valore. “Se siamo passati da circa 1000 contagiati a 4280 circa, come viene calcolato dunque l’Rt?”, ha chiesto la Ciambella.

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Daniela Donetti, dirigente Asl Viterbo

Sull’ultima questione, la direttice Donetti ha chiarito che il calo del valore è dovuto all’effetto delle azioni intraprese dal 23 ottobre a oggi, con i diversi Dpcm e ordinanze che hanno determinato una minor circolazione di persone. “Inoltre – ha aggiunto – il numero di guariti è molto alto rispetto a prima”.

“A marzo facevamo circa 250 tamponi al giorno – ha proseguito la DG Donetti – oggi arriviamo a circa 900, 1000. Però non appaiono tutti perché abbiamo diversificato la produzione e sono entrati nella rete anche laboratori privati con tipologie di test diversi, quelli antigenici. Ci sono dunque meno molecolari perché sono aumentati quelli antigenici e rapidi”.

Sul tema dei vaccini, la Donetti ha spiegato che a Viterbo “siamo già attrezzati. Abbiamo due contenitori che vanno a -80 gradi e stiamo costruendo una catena del freddo per la nostra dimensione vaccinale”. Stessa cosa riguardo alle farmacie comunali. “Ci stiamo organizzando per farmacie e medici di medicina generale – ha dichiarato – abbiamo un tavolo aperto che si riunisce ogni due settimane dove valutiamo attività di programmazione e miglioramento”.

 

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