DIVINA COMMEDIA, VITERBO, VENERDI’ ALLA LIBRERIA ETRURIA INCONTRO PER IL 550° ANNIVERSARIO DELLA PRIMA EDIZIONE A STAMPA

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Il 550° anniversario della prima edizione a stampa della Divina Commedia sarà oggetto di un incontro presso la Libreria Etruria di via Matteotti a Viterbo con Giuseppe Rescifina autore del libro “La rosa di Dante. Il poeta, il fiore, la santa” (Edizioni Silvio Pellico). Appuntamento alle ore 17,30 di venerdì 29 aprile.
L’11 aprile del 1472 venne stampata a Foligno dal prototipografo tedesco Johannes Numeister, l’ “editio princeps” della Divina Commedia di Dante Alighieri.
Numeister, allievo a Magonza di Gutemberg, con alcuni compagni, giunse a Foligno, come copista di manoscritti. L’arte segreta trovò i suoi mecenati nei fratelli Mariotto ed Emiliano Orfini, nobili imprenditori locali, mentre Emiliano di Trevi, orafo e zecchiere pontificio, mise a disposizione le sue alte qualità di incisore al disegno delle lettere per la stampa.
Rescifina, giornalista e saggista, prenderà in esame alcuni aspetti curiosi della vicenda che indusse Numeister a procedere alla stampa del capolavoro del poeta fiorentino.
Appena nove anni più tardi dall’opera princeps di Foligno andò in stampa un contributo di Cristoforo Landino, autore di un commento al poema dantesco.
Pubblicato nel 1481, con le splendide illustrazioni tratte da disegni di Sandro Botticelli, il commento ebbe un enorme successo e una vasta influenza per tutto il Cinquecento. Landino è stato poeta, letterato, umanista tra gli eccellenti nella Firenze del XV secolo assieme a Marsilio Ficino e Angelo Poliziano.
Presso il Centro Diocesano Documentazione, il Ce. Di. Do. di Palazzo dei Papi a Viterbo è conservata la preziosa edizione della Commedia che unisce i commenti di Cristoforo Landino e di Alessandro Vellutello (pubblicata a Venezia nel 1578 ovvero un secolo dopo la stampa di Foligno, a cura di Francesco Sansovino) con una serie di speciali xilografie.
Rescifina affronterà anche temi riguardanti le citazioni di Dante di personaggi e vicende del viterbese tra le quali le “pectatrici” presso la fonte termale del Bulicame e l’orrendo omicidio del nobile inglese Enrico Cornovaglia perpetrato il 13 marzo del 1271 dai fratelli Guido e Simone Montfort nella Chiesa di San Silvestro a piazza del Gesù, nel cuore della Viterbo medievale.

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