Divise infermieri: non traspiranti ma trasparenti! Scoppia un nuovo caso alla Asl

La denuncia del sindacato Nursing Up fa seguito alla polemica, sorta nel mese di agosto, circa le criticità dei lavaggi

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Divise infermieri: dopo il caos scoppiato a Viterbo ora la polemica divampa anche a Roma.

Era il mese di agosto quando il sindacato Nursid denunciava, con una nota, sia le modalità di lavaggio delle divise: “Stando ad alcuni racconti sembra che le divise seguano il percorso della biancheria sporca e vengono lavate insieme.

Se ciò fosse vero non ci resta altro che metterci le mani nei capelli, significherebbe che le divise dei dipendenti vengono mischiate con materiale infetto…”, che gli orari ridotti del servizio lavanderia e le conseguenti difficoltà nell’indossare, come sarebbe auspicabile, una divisa sempre pulita.

Ora a queste problematiche se ne aggiungono altre, legate al tessuto con il quale le divise, in dotazione a tutte le strutture del Lazio in virtù dell’appalto regionale, sono state realizzate.

Il sindacato Nursing Up, con una missiva inviata al direttore generale della Asl Roma 2, solleva la questione dichiarando che: “le divise non sono in puro cotone, che avrebbe potuto essere una scelta morbida e traspirante ma di un materiale non facile da lavare, quindi non sanificabile e non candeggiabile.

Il tessuto, indossato per 6-12 ore può essere causa di fenomeni irritativi, quindi dannoso per chi lo indossa….”

La nota indugia, sul finale, su un particolare non trascurabile: “le divise sono trasparenti e nel personale, composto dal 70% da donne, si creano momenti di imbarazzo…”.

Come dire, oltre al danno anche la beffa!

 

 

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