La cerimonia laica al Polo universitario di Civitavecchia; per il presunto assassino, intanto, si sono spalancate le porte del carcere Mammagialla

Dolore e commozione per l’ultimo saluto a Dario Angeletti

172
Dario Angeletti

VITERBO – Si è svolta ieri mattina la cerimonia laica per l’ultimo saluto a Dario Angeletti, il professore universitario ucciso con due colpi di pistola lo scorso 7 dicembre.

La famiglia, i parenti, gli amici e i colleghi; il rettore dell’Ateneo viterbese Stefano Ubertini, il sindaco di Civitavecchia Ernesto Tedesco e la presidente della Fondazione Cariciv Gabriella Sarracco. Tra i primi ad arrivare, il professor Giuseppe Nascetti; presente in sala anche la consigliera regionale Silvia Blasi per tanti anni anche sua collega.

“La scomparsa di Dario ha colpito tutta la comunità di Unitus e quella più ampia dell’Accademia nazionale e internazionale – ha detto il rettore dell’Università Stefano Ubertini – I colleghi e gli studenti sono stati letteralmente travolti da un senso di tristezza, quel senso che ti trovi davanti in certi momenti della vita, quando per motivi dei quali non cogli il senso, viene meno il punto di riferimento umano e relazionale che faticosamente costruiamo per vivere insieme”. “Il minimo che possa fare a nome di tutta la comunità è ricordarlo oggi qui davanti a voi – ha aggiunto – come uno scienziato appassionato, un mentore per i giovani, e un amico per i colleghi”. Mentre, come riporta il sito Civoline, non è riuscito ad esprimere il suo pensiero il suo carissimo amico, con il quale Dario si era trasferito a Perugia per intraprendere gli studi universitari. A lui il compito di aprire gli interventi. “La famiglia ha voluto che si unissero a questo saluto privato gli amici e i colleghi di Dario – ha spiegato l’amico – e ciò è stato possibile grazie alla massima collaborazione del Polo universitario e dalla Fondazione Cariciv, dei quali siamo ospiti. Per motivi di restrizioni da pandemia è stato necessario limitare gli ingressi. Avevo preparato una cosa mia personale che però non riesco a dire. Soltanto un ricordo di Dario, mio, di Fabrizio che è qui e di Gianluca che purtroppo non c’è più. Siamo andati a studiare a Perugia e tutto inizia lì per noi. Dario era un carissimo, carissimo amico, e sinceramente non riesco a dire niente altro; soltanto ciao e grazie di essere stato amico”.

Il presunto assassino, intanto, sarebbe stato trasferito nel carcere di Viterbo: Claudio Cesaris era ricoverato nel Reparto di medicina protetta del nosocomio cittadino, dopo il malore che lo aveva colpito durante la perquisizione dei carabinieri nella sua abitazione in affitto a San Martino al Cimino, poche ore dopo il delitto: martedì 7 dicembre.

Il sabato successivo aveva poi sostenuto l’interrogatorio di garanzia davanti al gip, al quale avrebbe ammesso di essere stato lui a premere il grilletto, ma di non aver premeditato l’omicidio. Il magistrato aveva convalidato l’arresto applicando,  quando le condizioni di salute lo avrebbero permesso, la custodia cautelare in carcere. È così è stato.

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui