Domenica 20 marzo tutti a Castel D’Asso per riscoprire la nostra storia e ricostrure un tetto

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Viterbo- In occasione dell’equinozio di primavera e per la festa del camminare, Sosta e Ripresa, i fedeli di Castel d’Asso, l’associazione Amici del beato Domenico Barberi, in collaborazione con l’associazione Archeotuscia, organizzano la seconda “passeggiata per un tetto”, fra storia e archeologia.

Si effettuerà un percorso per riscoprire posti meravigliosi della storia della Tuscia, come Castel d’Asso.

A pochi chilometri da Viterbo, i resti di Castel d’Asso si ergono su una “penisola” di tufo all’altezza della confluenza del Fosso del Procoio nel Torrente Freddano. Siamo nelle vicinanze della cosiddetta “area termale” e del celebre Bulicame, grossa risorgenza d’acqua sulfurea ben nota fin dai tempi dei Romani e descritta da Dante nella Comedia.

Come quasi sempre accade nei siti archeologici della Tuscia, ci troviamo di fronte ad una sovrapposizione straordinaria di epoche. Il  maniero domina infatti la necropoli etrusca di Castel d’Asso, riscoperta nel 1817, e il sito dell’antica cittadina rurale romana di Axia, citata da Cicerone, di cui però rimane poco. La necropoli è ricca di testimonianze di un passato affascinante da riscoprire.

Axia venne probabilmente abbandonata alla fine dell’Impero romano a causa del sopraggiungere delle invasioni barbariche.

Più tardi, nel IX-X secolo, forse sulle stesse macerie dell’abitato, venne eretto l’originario castrum a controllo dell’incrocio fra tre valli e cioè in una località assai importante dal punto di vista strategico. Le forre, infatti, costituivano fino a non molti secoli fa un efficiente reticolo di vie di comunicazione. Il paesaggio è oggi ricco di vegetazione e ampi pascoli.

È gradita un’offerta per la sistemazione del tetto della chiesetta di Castel d’asso.

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