Donne e natalità sono gli obiettivi primari di Mario Draghi

Agli Stati Generali della Natalità il Premier centra il punto focale: senza le nuove generazioni l'Italia è destinata a scomparire.

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Draghi stati generali della natalità

“La consapevolezza dell’importanza di avere figli è un prodotto del miglioramento della condizione della donna, e non antitetico alla sua emancipazione. Lo Stato deve dunque accompagnare questa nuova consapevolezza. Continuare ad investire sul miglioramento delle condizioni femminili e mettere la società, donne e uomini, in grado di avere figli”. Esordisce così il Presidente del Consiglio, sa bene che un paese senza figli è un paese che è destinato a scomparire. Si impegna perciò nel migliorare la situazione del genere femminile, soprattutto nel mondo del lavoro. È infatti nell’ambiente lavorativo che le donne trovano più difficoltà, poiché anche solo avere l’idea o l’intenzione di avere figli diventa una discriminante. In poche parole, se nel tuo futuro ti vedi mamma, sarai sempre scartata nei confronti di chi non vuole esserlo.

Il Pontefice, invece, pone l’attenzione sul sentimento dell’essere mamma, un concetto che è complementare a quello puramente economico a cui asseriva Mario Draghi. “Penso con tristezza, alle donne che sul lavoro vengono scoraggiate ad avere figli o devono nascondere la pancia. Com’è possibile che una donna debba provare vergogna per il dono più bello che la vita può offrire? Non la donna, ma la società deve vergognarsi, perché una società che non accoglie la vita smette di vivere. I figli sono la speranza che fa rinascere un popolo!”.

Papa Bergoglio promuove poi l’assegno unico fortemente voluto dal M5S, che partirà da Luglio 2021: “Finalmente in Italia si è deciso di trasformare in legge un assegno, definito unico e universale, per ogni figlio che nasce – afferma da parte sua papa Francesco -. Esprimo apprezzamento alle autorità e auspico che questo assegno venga incontro ai bisogni concreti delle famiglie, che tanti sacrifici hanno fatto e stanno facendo, e segni l’avvio di riforme sociali che mettano al centro i figli e le famiglie. Se le famiglie non sono al centro del presente, non ci sarà futuro; ma se le famiglie ripartono, tutto riparte”. Si tratta infatti di una legge sacrosanta, per dare il giusto valore ai figli, veri e unici garanti del futuro del nostro paese.

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