Dopo Luana. È ancora strage sul lavoro: cinque morti in 24 ore. Inaccettabile!

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Si è chiusa con un bilancio di undici lavoratori morti la settimana che ha visto tutta l’ Italia piangere la scomparsa di Luana D’Orazio, la giovane mamma di 22 anni, vittima lunedì di un terribile incidente in un’azienda tessile di Montemurlo, in provincia di Prato.

Successivamente un terribile incidente si è verificato a Gubbio, in provincia di Perugia, dove una fuga di gas ha fatto esplodere un laboratorio per la lavorazione della cannabis a scopo terapeutico. È crollato il solaio e sotto le macerie sono finite cinque persone: tre sono state estratte vive, di cui una in gravissime condizioni, mentre un ragazzo di 20 anni e una donna inizialmente data per dispersa sono morti.

Nella tarda serata di giovedì, la vita di Andrea Recchia, 37 anni, è stata spezzata dai 14 quintali di mangime che hanno travolto l’operaio in un’azienda di Sorbolo, in provincia di Parma. Recchia stava movimentando alcuni sacchi di mangime con il suo muletto e ne avrebbe inavvertitamente rotto uno. A quel punto l’operaio è stato travolto dal materiale, che l’ha soffocato.

Una dinamica simile è costata la vita a un contadino di 64 anni di Teodone, in provincia di Bolzano, che, con i due fratelli stava lavorando in un’azienda agricola. L’uomo è stato schiacciato da una balla di fieno di circa 400 chili. Subito soccorso e rianimato sul posto, il lavoratore è deceduto in ospedale per le gravissime lesioni riportate.

A Campomarino, in provincia di Campobasso, è morto un operaio di 55 anni, residente a Jesi, in provincia di Ancona. L’uomo, al lavoro in un cantiere autostradale sulla A14 per una ditta edile di Fermo, è precipitato da un’impalcatura compiendo un volo di quasi 30 metri.

Uscendo dal tavolo tecnico convocato a Prato, il ministro del lavoro Andrea Orlando ha sottolineato che «non basta il cordoglio: occorre fare». Tre cose soprattutto: “rafforzare il coordinamentotra i diversi soggetti che operano nell’ambito della prevenzione e della sicurezza, “lavorare su formazione e prevenzione “ e “operare sugli organici senza puntare al risparmio”.

Viene spontaneo però fare una considerazione: oggi per questo grave fenomeno tutti gridano e sono indignati, dimenticando che questi inaccettabili episodi succedono da sempre, e molto spesso restano coperti dal silenzio senza neanche risarcire le famiglie. È lampante e urgente che occorre un’ azione coordinata e decisa per porre un alt a questo fenomeno. Un’ altra sfida per il governo Draghi.

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