Dove è finita l’iniziativa della scuola estiva? Un fallimento preannunciato

Il Ministro Patrizio Bianchi aveva lanciato la folle proposta ad Aprile, ma sembra aver già fatto dietro front. E siamo a Maggio.

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scuola estiva

Nell’immaginario del Ministro dell’istruzione sarebbe dovuto essere un modo per riavvicinare gradualmente gli studenti alla scuola per come era prima della pandemia: collettiva e in presenza. Si sarebbe trattato perciò di una sorta di “ponte” per traghettare gli alunni fino a settembre.

Riceverà un finanziamento da 150 milioni dal Decreto Sostegni, a cui si aggiungeranno i 320 milioni stanziati dall’UE con i fondi “Pon”, oltre ad altri 40 milioni provenienti dal fondo per l’ampliamento dell’offerta formativa e il contrasto alla povertà educativa. Il piano prevede l’organizzazione e lo svolgimento di attività sociali e di apprendimento nei mesi di giugno, luglio e agosto, a cui gli studenti di tutta Italia sono invitati a partecipare in modo volontario.

Ma la volontà dei ragazzi è stata ascoltata? A quanto pare no.

Secondo un sondaggio condotto da Skuola.net, fino a 8 ragazzi su 10 non parteciperebbero a nessuna delle attività proposte in sede scolastica. Come volevasi dimostrare.

E se nei ragazzi la proposta ha trovato poca adesione, negli istituti scolastici ancora meno. Sono pochissimi quelli che hanno presentato un calendario delle attività, e sono ancor più rari quelli a cui è stato approvato. Per inciso, alle scuole i fondi sono già arrivati.

Mancano perciò le idee, ma anche il personale. A giugno scadranno infatti i contratti del personale assunto provvisoriamente per far fronte all’emergenza. Questa figure professionali non sono obbligati a proseguire il proprio lavoro nel periodo estivo, come d’altronde anche il personale stabile.

Forse l’esecutivo ha appreso l’enorme buco nell’acqua che stava per fare (e in parte ha fatto) e con il Decreto Sostegni Bis si è focalizzato sul finanziamento ai centri estivi, ai quali sono stati destinati ben 135 milioni. Sarà più probabile vedere un'”eventuale integrazione e rafforzamento degli apprendimenti” a partire dal 1 settembre, sulla scia del percorso di recupero già sperimentato lo scorso anno, con scarsi risultati.

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