Dove vanno i viterbesi in vacanza quest’anno? Tutti a … Viterbo beach!

Ma ci sono tormentoni particolari, che sanno unire, più che una nazione, una città.

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Il rapper viterbese Mammorappo

Tempo d’estate: di vacanze, di granite, di zanzare…e di tormentoni! Ogni estate che si rispetti ha il suo tormentone, motivetto allegro e orecchiabile che scandisce giornate afose e serate in riva al mare.

Da “Vamos a la playa” dei Righeira a “Sex bomb” di Tom Jones, dai Bon Jovi che rockeggiavano con “It’s my life“ a Jarabe De Palo con “Depende” ; da La canzone del Capitano” che ha segnato in modo indelebile la carriera di Francesco Facchinetti per arrivare negli ultimi anni a Pharrell Williams, con “Happy“, “Bailando” di Enrique Iglesias, Alvaro Soler con  “El mismo sol“ ed infine “Vorrei ma non posto” di J-Ax e Fedez e l’ineffabile duo Takagi & Ketra che sforna da qualche anno orecchiabilissime canzoni. Da Riccione alla Costa Smeralda, da Fregene a Gallipoli, il tormentone non fa differenze sociali, è nazional- chic- popolare, non è soggetto a distinzioni di età o di lingua. È democratico: unisce il popolo italico (e non solo) meglio di qualsiasi legge, nell’illusoria convinzione che dieci giorni di mare possano cambiare le nostre vite, per poi svanire a settembre.

Ma ci sono tormentoni particolari, che sanno unire, più che una nazione, una città. Sono quelli di Mammo Rappo, il simbolo attuale della viterbesità; le sue canzoni sono ripetute da grandi e piccini, tutte “le genti vetorbese”, unite sotto un’unica bandiera gialloblù. Il dialetto viterbese, come ogni lingua che si rispetti, ha subito variazioni nel corso degli anni: alcuni termini che usavano i nostri nonni ora sono praticamente sconosciuti ai ragazzi, che, con un’intonazione unica e riconoscibile solo dai viterbesi doc, hanno coniato un dialetto “viterbicolo” più moderno, più vicino ai tempi, che da qualche anno si sta diffondendo nella città dei Papi. In bilico fra il leone di peperino delle fontane, tra il piazzacrispino degli anni 80, il piascaranese e l’accento di piazza delle Erbe, il moderno “viterbicolo” è interpretato magistralmente dai rap e i tormentoni che Mammo Rappo, da qualche anno, ci propone, comprensibili solo da chi è nato e vissuto in questa città.

“A ragà, ‘ndo annamo in ferie quest’anno, Deo caro?”. La risposta unanime di chi resta suo malgrado in città e di Mammo Rappo è :” A Viterbo beach!!”. Ma cos’è Viterbo beach in una città non affacciata sul mare? È il Bullicame, sono le pozze del Bagnaccio, sono le varie terme della nostra città, ma anche una “piscina “a Valle Faul o in altre zone. Per la serie ” se nun so’ goje nun ce le volemo”, Mammo Rappo e Viterbo beach portano allegria, refrigerio ne la “callaccia” e voglia di divertirsi, con o senza “‘l mammone”, “senza le quatrine”, “senza na lira” . Il tormentone di Mammo Rappo è gajardo per questo: dà la speranza di vivere un’estate in allegria, e… a “li guai ce penzeremo doppo Santa Rosa!”

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