Le storie assurde

Dovrebbe tutelare i lavoratori disabili, è off limits per i portatori di handicap!

L'accesso al piano dove si trova il servizio è interdetto agli ascensori dedicati a coloro che sono costretti in carrozzina

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La Cittadella della Salute di Viterbo continua a stupire.

Gli ascensori sono sempre stati il tallone d’Achille dell’Ente: a Belcolle ci scappó pure un’inchiesta giudiziaria, senza seguito, ma anche all’ex Palazzo di vetro non si scherza.

L’ultima, sconcertante, contraddizione riguarda i portatori di handicap motorio, ai quali, per “motivi di sicurezza antincendio” è impedito l’accesso al sesto piano tramite ascensore, ovvero mediante l’unico mezzo utilizzabile per gli spostamenti da chi, purtroppo, è costretto su una sedia a rotelle.

Il destino vuole, o forse meglio la superficialità, che, proprio al sesto piano sia situato il servizio Presal del dottor Augusto Quercia, un’Unitá Operativa Complessa istituita per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro.

Tra le finalità del servizio c’è anche, paradossalmente, la tutela del lavoratore disabile.

Il controsenso è che, pur esistendo un servizio riservato, tra l’altro, alla tutela di invalidi e portatori di handicap e nonostante esista un ascensore dedicato, con tanto di logo, in realtà gli uffici non sono raggiungibili.

Come se ciò non bastasse, sempre al sesto piano è situato l’ufficio igiene, preposto al controllo e all’eventuale abbattimento, pena il mancato rilascio del necessario permesso, di barriere architettoniche nei bar, ristoranti e strutture di ospitalità.

Alla luce di tutti questi paradossi, non sarebbe forse più ovvio spostare tali uffici ai piani inferiori? I misteri della Asl di Viterbo continuano ad aumentare….

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