Droghe leggere, dalla Cassazione si alla coltivazione casalinga. Crepet: “Sentenza diseducativa”

La Tuscia tra il 2018 e il 2019 si è classificata al secondo posto tra le province del Lazio per il numero di arresti per droga, dietro alla sola capitale: Roma

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E’ una recente sentenza della Cassazione ad aver infiammato la polemica sul tema delle “droghe leggere”. Di fatto, da pochi giorni a questa parte, la coltivazione di piantine di Cannabis per uso casalingo non è più reato.

Molti i punti di vista contrastanti tra i sostenitori della sentenza e coloro che, di droghe leggere, non vorrebbero sentirne nemmeno parlare, specie al netto della grande diffusione presente tra i giovani e le molte attività criminali ad essa connesse. La stessa Tuscia, tra l’altro, tra il 2018 e il 2019 si è classificata al secondo posto tra le province del Lazio per il numero di arresti per droga, dietro alla sola capitale, Roma. Ben 225 gli arresti effettuati dalle forze dell’ordine nel 2018 per detenzione e spaccio di stupefacenti.

Lo psichiatra Paolo Crepet

Lo stesso questore Auriemma ha più volte disincentivato l’acquisto di droga da spacciatori, fonte di lucro per la criminalità organizzata che tramite la vendita di stupefacenti è in grado di infiltrarsi nel territorio andando a ledere il tessuto socio economico.

Tornando alla polemica nata negli scorsi giorni dopo la sentenza della Cassazione, il noto psichiatra Paolo Crepet ha dichiarato di recente, in un’intervista pubblicata per Lafedequotidiana.it, di essere assolutamente contrario alla coltivazione anche per uso personale e casalingo.

“Senza scivolare in posizioni moraliste, credo che la sentenza della Cassazione, che non condivido, sia diseducativa e lancia messaggi pericolosi – per poi proseguire –  nel modo più categorico dico che la cannabis mai e poi mai è senza danni alla salute, in qualsivoglia quantità”.

Per quanto riguarda, invece, la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti, lo psichiatra la definisce “una stupidata di natura educativa e medica”, confermando si l’ovvia presenza di differenze ma rimarcando, in ogni caso, la natura non salutare dell’utilizzo di droghe, qualunque sia la forma.

La polemica prosegue e si attendono gli effetti che questa nuova sentenza della Cassazione avrà sulle droghe leggere, i loro consumatori e il suo “mercato nero”, da sempre in mano a piccoli e grandi criminali. Sarà in grado di rallentarlo o avrà l’effetto opposto? Intanto continua ad alzarsi la voce di chi vorrebbe delle “cinghie più strette” su qualunque tipo di sostanza stupefacente, e forse sarebbero da includere (per coerenza) anche sigarette, alcolici e gioco d’azzardo.

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