Due carabinieri a processo. Un giovane li accusa: “Fermato e poi picchiato”

Il racconto in aula di un giovane di Tuscania. Picchiato da due carabinieri, che sono a processo per falso e occultamento di atto pubblico.

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Tribunale Viterbo

“Mi hanno fatto scendere dall’auto e mi hanno picchiato”. È la testimonianza di un giovane di Tuscania, che ieri davanti alla giudice Silvia Mattei ha raccontato di essere stato malmenato da due carabinieri a Tuscania nel luglio 2012.
Ma i due militari, difesi dall’avvocato Luigi Sini – sono a processo non per lesioni ma per falso e per soppressione di atto pubblico. Il giovane è difeso, invece, dall’avvocato di parte civile Emilio Lopoi.
In tribunale, il 26enne ha dato la sua versione dei fatti: “Stavo tornando a casa dopo aver festeggiato la maturità. Ero stato in un bar del centro storico. La pattuglia dei carabinieri mi ha fermato e sono stato picchiato”. Anche il padre ha testimoniato: “Mi hanno chiamato la notte in caserma. Il giorno dopo quando mio figlio si sveglia, l’ho portato all’ospedale di Belcolle. Ma lì c’era da aspettare troppo, e siamo andati al pronto soccorso di Tarquinia. Gli hanno riscontrato delle lesioni”. Quando il commissariato di Tarquinia manda il referto medico alla caserma di Tuscania, avviene il fatto che ha avviato il procedimento per cui i due carabinieri sono imputati. Sarebbe stato scritto un altro verbale dai carabinieri: nel primo, datato 7 luglio 2012, c’era scritto genericamente del posto di blocco e del controllo. Mentre nel secondo, con una data diversa, ci sono i particolari della perquisizione al giovane: sarebbe inciampato nella cintura di sicurezza, e per questo sarebbe caduto. In base a questo secondo verbale, il giovane viene denunciato per calunnia e per resistenza a pubblico ufficiale. Processi da cui viene assolto.
Un anno dopo, il padre riceve un recapito postale: in una busta anonima ci sono i due verbali redatti dalla caserma dei carabinieri di Tuscania. L’uomo li consegna all’avvocato Lopoi, che consiglia al giovane e al padre di fare denuncia per falso.
Inizia così il procedimento che vede imputati i due carabinieri. Al centro di tutto ci stanno i due verbali (il primo generico, il secondo più dettagliato), dei quali non si contesta il contenuto ma la data e l’ora, ha detto in aula l’avvocato difensore. La giudice Mattei ha rimandato l’ascolto di altri testimoni all’udienza del 17 maggio prossimo.

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