Da novembre ad oggi i carabinieri viterbesi hanno scoperto diverse persone che, falsificando i propri dati, riuscivano a percepire senza requisiti il reddito di cittadinanza. Il danno per le casse dello Stato sfiora i 300mila euro

E’ boom di “furbetti del reddito” nella Tuscia: 44 persone denunciate per un totale di quasi 300mila euro

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Il reddito di cittadinanza, storico cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle, ha da sempre diviso l’opinione pubblica. Nato come sostegno agli indigenti, il sussidio si è presto trasformato in una ghiotta occasione per moltissimi “furbetti” che, omettendo o falsificando alcuni dei loro dati, sono riusciti ad accaparrarsi indebitamente delle cifre talvolta spropositate.

Nella provincia di Viterbo c’è stato letteralmente un boom di “furbetti del reddito di cittadinanza”: da novembre ad oggi, difatti, sono state denunciate 44 persone per un totale di ben 290mila e 526 euro bloccati dalle forze dell’ordine. Un danno enorme per le casse erariali.

Da chi ha omesso di avere un lavoro e quindi di percepire uno stipendio a chi, pur avendo vinto mezzo milione tramite il gioco d’azzardo, continuava a beneficiare del sussidio passando per chi non dichiarava di essere titolare di addirittura 3 aziende o, ancora, chi non comunicava di percepire una pensione: i metodi per aggirare le istituzioni sono i più disparati. Anche alcuni immigrati figurano tra le fila dei furbetti.

A guidare la speciale classifica dei Comuni con i residenti più scaltri è incredibilmente uno dei meno popolati, ovvero Faleria. Sette dei quarantaquattro denunciati proviene dal piccolo paese che, attualmente, conta poco più di 2mila abitanti. Anche Ischia di Castro, altro piccolo Comune viterbese, negli ultimi mesi è balzato alle cronache cittadine per le denunce a 6 dei suoi abitanti.

Ma la situazione più incredibile è sicuramente quella scoperta dalla Guardia di Finanza di Viterbo. Nel capoluogo, le fiamme gialle hanno beccato – ed ovviamente denunciato – 7 persone che tra il 2019 ed il 2020, simulando uno stato di indigenza economica, avevano illecitamente percepito il Reddito di Cittadinanza per un importo complessivo di circa 100mila euro. Nelle autodichiarazioni necessarie a richiedere il beneficio patrimoniale all’Inps, i soggetti in questione avevano falsamente indicato di non avere disponibilità economiche sui propri conti correnti, risultando però tutti accaniti giocatori sulle varie piattaforme di gioco on-line. Pensate che i 7 erano arrivati a riscuotere circa 1 milione di euro di vincite, utilizzando fonti di reddito per il gioco evidentemente occultate al Fisco.

Singolare la posizione di uno di loro, un 53enne residente in Viterbo che, negli anni fra il 2017 e il 2019, era riuscito a vincere la bellezza di 630mila euro. Peccato che il signore in questione non si fosse accontentato dell’invidiabile gruzzoletto e, per questo, avesse deciso di chiedere anche il sussidio statale per una cifra intorno ai 16mila euro.

Insomma, sembra abbastanza evidente che qualcosa, nel sistema che regge e stabilisce le varie elargizioni del Reddito di Cittadinanza, non stia funzionando a dovere. Solo nella Tuscia, che vanta appena 320mila abitanti, lo Stato ha rischiato di regalare – o meglio, di incenerire – 300mila euro. E, sicuramente, non tutti i “furbetti” nel Viterbese sono stati stanati. Che con il Governo Draghi arrivi un cambio di rotta? Magari un inasprimento dei controlli da parte degli organi competenti prima di convalidare l’accesso al Reddito di Cittadinanza? Noi ce lo auspichiamo.

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