” ‘E case sbracate”, proseguono i lavori di riqualificazione del giardino dei borghi

Il progetto è stato finanziato da un contributo regionale e mira alla riqualificazione dell'area verde urbana

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Un rendering del risultato finale

Il progetto ” ‘e case sbracate” darà nuova vita ad uno dei luoghi più suggestivi di Ronciglione ed è realizzato da Delta Studio e dai suoi progettisti Dario Pompei, Valerio Galeone e Saverio Massaro.

Il progetto propone la manutenzione e la riqualificazione del giardino dei Borghi, con interventi dal carattere permanente, al fine di restituire alla città uno spazio pubblico ricco di memoria, fruibile dalla cittadinanza e dai visitatori tanto per la sosta quanto per la socialità.

La proposta esalta i caratteri storico-morfologici del luogo e mira a stabilire un più efficace rapporto di integrazione tra il contesto medievale ed il paesaggio urbano circostante, liberando le visuali verso il campanile della Chiesa di Santa Maria della Provvidenza e il Vallone del Rio Vicano.

L’intervento contribuisce a definire un circuito di luoghi di aggregazione, “salotti urbani”, composto dalle piazze presenti all’interno dei Borghi (Piazza degli Angeli, Chiesa di Sant’Andrea) e ad implementare un sistema di affacci panoramici verso il Vallone.

Il progetto prevede due fasi: la prima è caratterizzata dalla bonifica dell’area, con l’eliminazione di arbusti vetusti, cespugli e piante non autoctone (palma, oleandro, ulivo, alberi da frutto), la potatura delle alberature di pregio, la pulizia e l’inerbimento del terreno, la rimozione di un vecchio viottolo in mattoni di cemento che funge da percorso d’accesso ad un’abitazione attigua. A seguito di tali operazioni, si procederà al ripristino della ringhiera esistente e alla valorizzazione del muro in pietra della cordonata sul lato opposto.

La seconda fase del progetto architettonico prevede la sistemazione di un’area a giardino con percorsi in ghiaia, secondo l’ampia tradizione dei giardini all’italiana presenti nel territorio viterbese, insieme all’installazione di un’ampia seduta che intende sottolineare e rievocare l’usanza tutt’oggi praticata di posizionare le sedie domestiche sull’uscio dell’abitazione. La distribuzione planimetrica riprende le sagome delle abitazioni crollate (le “ ‘e case sbracate”) all’inizio del Novecento.

Le tracce delle antiche sagome delle abitazioni diventano occasione per definire tre nuove aree a giardino, il cui perimetro è definito da una siepe in bosso (Buxus sempervirens) di altezza pari a 50 cm.

L’articolazione dei percorsi in ghiaia consente un movimento circolare intorno alle aree giardino e ai due passaggi trasversali che conducono verso l’affaccio dalla ringhiera, dove è possibile apprezzare il profilo del tessuto costruito, il campanile prospiciente e il Vallone del Rio Vicano.

Lungo i lati trasversali del bosso sono disposte delle rose rampicanti (sarmentose), rette da esili sostegni rigidi in metallo. Le rose hanno sia una funzione estetica sia una funzione schermante verso le abitazioni che confinano con l’area di progetto. Alternati a tali sostegni, ve ne sono alcuni che fungono anche da corpi illuminanti mediante l’installazione di diffusori adatti per ambienti esterni. Il fissaggio dei sostegni avverrà per infissione al suolo senza uso di malte.

Il progetto architettonico si completa con l’installazione della seduta metallica che segue l’andamento di una linea spezzata, come dalle sagome riportate nel Catasto Gregoriano. Si sviluppa per una lunghezza di 12,50 metri ed è composta da 5 moduli assemblati in opera.
La dotazione di sedute e punti luminosi, oltre alla valorizzazione dell’affaccio sul borgo, diventano una risorsa funzionale, spaziale ed estetica per l’intera area, che ambisce a diventare un punto di riferimento per residenti e turisti durante i periodi primaverile ed estivo.

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