“E luce fu!”: Thomas Edison e le sue invenzioni

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“A quanto possiamo discernere, l’unico scopo dell’esistenza umana è di accendere una luce nell’oscurità del mero essere.”
(Carl Gustav Jung)

Dentro di noi, metaforicamente parlando, vivono luci e ombre. Fanno parte di ciò che siamo, di ciò che non vogliamo essere e di quello che potremmo essere.
Ma le luci e le ombre sono, da sempre,  anche al di fuori di noi stessi, nel mondo che abitiamo, nella natura: la luce del sole contro il buio della notte.
Immaginiamo per un attimo come potrebbe essere il nostro pianeta senza le luci artificiali.

Accendere una lampadina è oggi un gesto naturale, che siamo abituati a fare quotidianamente. Ma quanta storia c’è dietro l’invenzione dell’illuminazione!

Proprio oggi, 13 febbraio, ricorre un importante anniversario: in questo giorno, nel 1880, Edison cominciò a osservare l’effetto termoionico.

La lampadina a incandescenza è stata un’invenzione davvero rivoluzionaria. È grazie ad essa  che oggi possiamo leggere, scrivere, spostarci  anche quando il sole è tramontato, senza dover ricorrere a candele o lampade ad olio, sempre pericolose e poco pratiche. Esattamente come molte delle invenzioni più importanti, anche la lampadina è stata un’idea nata da diversi padri.

Il primo fu l’inventore britannico sir Joseph Wilson
Swan che la brevettò nel 1878.
Tre anni dopo, nel 1881 il teatro Savoy nella City of Westminster (Londra) fu il primo edificio pubblico a usare le lampadine a incandescenza.

La lampadina inventata da Swan era costituita da uno spesso filamento di carbonio che riscaldandosi, emetteva luce e gas. Quest’idea aveva però dei difetti: l’interno del bulbo della lampadina si copriva molto rapidamente di fuliggine, emessa dal filamento incandescente, e così si anneriva. Inoltre, questo tipo di lampadina consumava tanta elettricità.

A migliorare la lampadina pensò, l’anno seguente, l’americano Thomas Edison, uno dei più prolifici progettisti del suo tempo ( ben 1.093 i brevetti registrati a suo nome!), il primo imprenditore che seppe applicare i principi della produzione di massa al processo dell’invenzione, un grande scienziato.

Egli, il 21 ottobre 1879, brevettò una lampadina con un filamento sottile e ad alta resistenza elettrica. Al contrario del modello di Swan, la lampadina di Edison non anneriva troppo l’interno del bulbo e dunque manteneva una luminosità costante. Swan, partendo dalle modifiche di Edison, migliorò ulteriormente la lampadina e cominciò a vendere le proprie in Inghilterra.

Così, tra i due,  nacque una disputa sulla paternità dell’invenzione, che finì anni dopo con la creazione della società Edison-Swan, una delle più grandi produttrici mondiali di lampadine. Nel 1910 il fisico americano William David Coolidge sostituì il filamento di carbonio con uno di tungsteno immerso in un gas, realizzando in questo modo una lampadina che durava molto di più. Questo tipo di lampada, con pochissime variazioni, è arrivata fino ai giorni nostri.

Ma chi era Thomas Edison?

Nacque nel 1847 a Milan, nell’Ohio, ultimo di sette fratelli.
Fin da ragazzino dimostrò una grande curiosità e un forte desiderio di apprendere, anche se a scuola non era affatto bravo. La madre, maestra elementare, lo fece ritirare dalle lezioni scolastiche e provvide personalmente alla sua istruzione. Già a dodici anni Thomas Edison costruì un rudimentale telegrafo.

Cominciò i suoi primi esperimenti a soli 11 anni e li  terminò a 84 ( a causa della sua morte): 73 anni di lavoro incessante e ininterrotto.

Si dedicò prestissimo allo studio della telegrafia. All’età di 21 anni prese il suo primo brevetto per un registratore elettrico di voti.

A 23 anni aprì un’officina a New Newark, apportò dei perfezionamenti alla macchina da scrivere, si dedicò con pazienza alla risoluzione del problema di immettere in un solo cavo due telegrammi diversi e, in senso opposto, il telegrafo.
Trasferitosi a Menlo-Park, perfezionò il telefono, già diffuso da Bell, con l’invenzione del microfono a granuli di carbone; nel 1878 ottenne il brevetto per l’invenzione del fonografo e l’anno successivo portò quasi a termine gli esperimenti relativi all’illuminazione elettrica culminati, il 21 ottobre dello stesso anno, con l’accensione della prima lampadina a filamento di carbone.
Il problema che lo faceva impazzire era quello di trovare un filamento che divenisse incandescente nel globo, senza bruciare.
Non era affatto facile trovare una sostanza adatta.
Provò un’ infinità di materiali: il platino, il cotone, la carta, alcune fibre vegetali e persino i peli della barba di un suo collaboratore. Sperimentò seimila tipi di queste fibre; nell’ottobre del 1879, una lampadina, nella quale aveva montato un filamento di cotone bruciato, rimase accesa per 40 ore.

Successivamente la perfezionò utilizzando un filamento di carbone.

Edison morì a West Orange (nel New Jersey) nel 1931.

La sua lampada a incandescenza continua a illuminare il mondo.

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