Ha sempre lavorato per una giusta causa

È morto Rodolfo Neri, un uomo pacifico e giusto

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Rodolfo Neri ripreso durante una escursione. Foto di Giuseppe Bellucci.

sagginiIeri sera una notizia arrivata sui social, mi ha gelato: “E’ morto Rodolfo Neri”. Quasi non volevo credere ai miei occhi. Il caro Rodolfo se ne era andato, così in punta di piedi.

In quel momento, mi sono tornati nella mente tutti i ricordi legati alla sua attività, prima come direttore di filiale della locale Cassa di Risparmio, dove io ero correntista e poi le tante “avventure” insieme, lui come presidente di Archeotuscia Onlus ed io come presidente dell’Associazione Il Bullicame. Rodolfo abitava a poche centinaia di metri dal locale di Via Vittorio Veneto, dove io con la Consed Srl, esercitavo la mia attività di servizi informatici. Era un uomo pacifico, giusto e amico di tutti.

Rodolfo Neri a cena con Luciano Proietti, Tra loro Felicia Fiorentini

Quando organizzai la Prima Festa del Bullicame, mi chiese di mettere uno stand di Archeotuscia. Glielo feci installare e, ricordo, riuscì a fare diversi nuovi associati. Spesso, il mattino, veniva da me in ufficio e “piangevamo insieme”, lui sul degrado dei siti archeologici, ed io sulle condizioni del Bullicame. Quando, con la complicità del mio amico di infanzia, Renzo Bongiorni, decise di creare la rivista Archeotuscia, mi chiese se volevo diventarne direttore, ed io accettai subito di buon grado, felice di potere in qualche modo dare una mano alla sua Associazione Archeotuscia Onlus. Sono stato accanto a lui spesso, nelle mostre che organizzava e anche negli eventi. Circa un anno fa lo incontrai che passeggiava da solo nei giardini di Valle Faul, vicino gli ascensori. Non mi riconobbe ed io gli dovetti dire chi ero.

Rodolfo Neri insieme alla Soprintendente Alfonsina Russo e altri membri di Archeotuscia

Anche dopo averglielo detto, mi sembrò titubante. Capii che non stava bene. Poi ebbi modo di incontrare il fratello Enrico, che mi parlò addolorato, di questo male improvviso e crudele, che lo aveva colpito, e lo aveva anche privato della memoria. Adesso caro Rodolfo hai deciso di partire, ci guardi da lassù e ci riconosci tutti. Domani vedrai quanti amici verranno a salutarti nella Chiesa di S. Rosa. Noi che sapevamo della tua fede nella nostra protettrice, ti raccomandiamo a lei, perché ti accompagni in questo nuovo cammino.

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