Figli, mogli, mariti, cognati. Tra le fila dei dipendenti Asl si trovano molti casi di parentela stretta con altri "colleghi", e se alla Asl fosse tornato di moda il Nepotismo?

E se la Asl di Viterbo stesse per diventare Parentopoli?

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Del resto siamo nella Città dei Papi, ed allora non guasta rinverdire la tendenza dei Pontefici romani, in certi periodi della storia di Santa Romana Chiesa, a favorire i propri familiari, e specialmente i nipoti, a prescindere dai loro meriti: il nepotismo appunto, che il trono di Pietro benedisse fin dal ‘200.

Il salto per giungere a noi è breve, 800 anni più o meno. La candida veste papalina ha lasciato intanto spazio allo speculare “favore”, volgarmente definito come “raccomandazione”, magari con un ritorno in voti, seggi, potere, denaro. Ed allora come non concentrarsi sulla tavola più appetitosa: la Sanitá pubblica, la Asl. In quella di Viterbo i casi che farebbero pensare ad un possibile ritorno in auge del nepotismo sono molti, noi abbiamo provato a raggrupparne una parte. Tuttavia, prima di iniziare l’elenco, ci teniamo a precisare che il nostro non vuole assolutamente essere un articolo denigratorio nei confronti delle singole persone, ma bensì un modo, spinto anche da una parte di cittadinanza, di chiedere risposte chiare alle Istituzioni competenti. Alla Asl, come del resto in altri enti o aziende, i dipendenti vengono pagati con i soldi pubblici, ovvero quelli dei viterbesi in questo caso e di tutti gli italiani in generale. Per questo crediamo fermamente che ogni sorta di situazione “anomala” debba essere quantomeno chiarita.

Alla Cittadella della Salute di via Fermi addirittura si passano il testimone generazioni: i due ex Direttori del Personale, Aldo Bedini e Francesca Gubbiotti, vantano i figli F.B. e S.B. “piazzati” in postazioni tranquille e di rispetto, mentre loro si godono in pace la pensione. La ormai ex segretaria particolare di molti DG, Bianca Artemi, vede “sistemate” le due figlie: G. C. (ora insieme all’addetto stampa, ma solo per servizio) ed E.C., un futuro senza preoccupazioni, grazie a mammá.

E le mamme non si smentiscono: Natia Sarti, figlia di Gualtiero, immaturamente scomparso in un incidente, politico di spicco del PCI, potentissima e temutissima segretaria per anni della Commissione Patenti, vede ben tutelato il figlio M. P. presso il Settore Pensioni Aziendale. Da La Quercia, l’ex factotum del Servizio Perdonale, Luciano Ciprini, dona alla Asl la figlia C.C. come il suo collega Alessandro Boccolini (ex Direttore Economia e Finanze) che ha posizionata la figlia S.B. parimenti come “assistente amministrativo”. Di loro si parla (e si parlerá) assai in questi giorni, sono il Responsabile ed un collaboratore del Laboratorio di Genetica Molecolare: G.P., compagna del dr Cimarello, big dell’Azienda, e P.C., figlio del Direttore Sanitario Aziendale, Antonella Proietti.

Quasi una famiglia intera, con derivati, quella dei Graziotti: segue le orme del capostipite Carlo, ex responsabile della rilevazione presenze aziendale, che si è portato in dote moglie, figlio ed anche la cognata. Non da meno Vincenzo Belano, che si occupava di ALPI in Asl e bravissimo ad “inserire” ben due figli: F.B. allo SPRESAL ed è agronomo (servirà?) ed I.B. (prima al trasfusionale e coinvolto nello scandalo “furbetti del cartellino”). Con Angelo Grottanelli, ispettore all’Igiene Pubblica, arriva al mattino la figlia M. assunta allo SPRESAL, mentre Maurizio Conte dell’Ufficio Tecnico, entra in via Fermi al braccio della moglie, O.R., neostabilizzata sempre all’Ufficio Tecnico. Il figlio di Conte, invece, prende posto tra le fila della Vigilanza di Belcolle.

A.F., fratello di Roberta Fornasiero in forza all’Igiene Pubblica, viene assunto alla Farmacia Aziendale e mentre Ciuchini padre va in pensione a dicembre 2019, arriva il figlio a sostituirlo in organico al Servizio Prevenzione.

I sindacalisti sono attivissimi: Vittorio Ricci, giá URP, sprinta per il figlio F. al CED, mentre entra nella squadra Asl il nipote di Lamberto Mecorio, D.O. Uno strano caso quello di quest’ultimo: allo SPRESAL come agronomo, anche se questa figura non esiste in Asl. Anche R.M.M., figlia del sindacalista Malerba, viene arruolata in PS e quindi al Team Operativo Coronavirus.

A farle compagnia al TOC arriva R.M., figlia del dr. Gabriele Mandarello in forza alla Medicina Trasfusionale: la delibera n° 1866 del 14/09/20 accomuna i destini delle due dottoresse, R.M.M e R.M., attraverso una “strana” caratteristica dell’atto che non esplicita i relativi punteggi attribuiti ai partecipanti. (Per la ingegnera e consorte tutto chiaro) Ed ancora: il dr. F.M., figlio del geometra Sandro Mecarini, che in Asl si occupa di convenzioni con medici, è improvvisamente individuato dalla RL (con e-mail del 12/05/20) per fronteggiare l’emergenza Covid e parte la delibera 998 del 18/05/20. Non è da meno il figlio della sociologa Boninsegna, alla guida della UOC Economia e Finanze, coniugata con un tecnico veterinario: delibera n° 1586 del 30/07/20 ed assunzione con incarico professionale quale veterinario, a far coppia con papá.

Vanno alla grande, come detto, le consorti dei medici: S.E., candidata alle scorse Comunali con la lista di Serra e moglie dell’otorino Salvatore Canta si aggiudica un posto in Psicologia e la pedagogista (servirá?) L.B., dolce metà dell’ex primario pediatra Palumbo, che riesce a trovare anche lei una posizione.

I figli sono pezzi di cuore: non lo dimentica lo storico democristiano, poi Margherita, quindi PD, Marietto Quintarelli, oggi Consigliere comunale e membro della Direzione Amministrativa, che “inserisce” il figlio C.

Di pari passo l’indimenticabile cardiologo Augusto Achilli per la figlia P., cardiologa; il chirurgo Franco Ceccarini per la figlia F. in direzione amministrativa ed il medico di PS Roberto Catasca per la figlia E., anch’ella in PS. Si aggiunge alla lunga lista anche Maria Grazia Frau, giá in pensione da tempo, storicamente al Servizio Personale, che inserisce la figlia E. prima alla Medicina Legale, poi alla corte di Cimarello e l’altra, M.C. come tecnico in Fisica Sanitaria.

Infine Ferdinando Selvaggini che, tra le mirabolanti peripezie giudiziarie, trova il modo di garantire un futuro alla figlia. Francesco Cusi, in forza all’Igiene Pubblica, “ritrova” la moglie in Direzione Amministrativa e… vabbè, fermiamoci per respirare. Che poi, in fondo: “Finchè la barca va lasciala andare”, sempre che non affondi prima, ovviamente.

1 commento

  1. Ridicolo, vergognoso, oltraggioso, vomitevole, un clan di raccomandati indecoroso sul quale riflettere….e poi non saranno tutti, ma c’è l’inquietante ritorno dei soliti nomi: schierati, impettiti, anzi, genuflessi, pronti al servile inchino, al bacio dell’anello…, da medaglia, da attestato, come quelli elargiti a pioggia!!! Andate a casaaaaaaaa!!!!!

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