Il Giornale svela i retroscena della riunione di maggioranza svoltasi ieri sera a Palazzo Chigi, caduta in vista?

È sempre più crisi di Governo: volano gli stracci a Palazzo Chigi

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Ormai non mancano le condizioni per la rottura in Governo. E’ una situazione chiara, infatti nella giornata di ieri si è arrivati a un livello di tensione palpabile. Si tratta di aspettare ancora poco tempo: manca un primo passo per dare inizio al tracollo.
Alleati e premier sono stati attaccati a paroloni, ma per ora rimangono solo accuse verbali. Ieri a Palazzo Chigi c’è stato un vertice “di fuoco”.
Giuseppe Conte ha tentato di accordarsi su una sintesi comune in merito al Recovery Fund, tenendo conto dei ritocchi suggeriti da Italia Viva. Purtroppo, tuttavia, del documento definitivo ancora nessuna traccia. I renziani hanno infatti chiesto di accelerare, cogliendo la palla al balzo per sottolineare i ritardi fino ad ora accumulati. Dal Consiglio dei ministri tuttavia ne uscirà solamente una bozza, l’inizio di un percorso. Successivamente il testo sarà discusso con le parti sociali e, a seguire, con il Parlamento e la Commissione Ue. Un iter che potrebbe richiedere mesi interi.

Addirittura nel vertice si è sfiorata la rissa, con l’attacco forte di Italia Viva. Vittima, su tutti, Roberto Gualtieri, accusato da Davide Faraone di aver spostato da una parte all’altra i fondi cancellando anche i progetti degli accusatori stessi.
Non poteva mancare neanche l’attacco a Conte, il quale ha rivolto un duro attacco alla Boschi: “Fai bene a parlare di rispetto ma chi invoca rispetto deve dare rispetto. Non puoi permetterti di dire che alla riunione del 22 dicembre tutti i ministri presenti non avevano letto la bozza che era stata presentata nel Cdm del 7 dicembre. Solo perché un ministro nel corso di quella riunione del 22 ha avuto un dubbio su uno dei tanti progetti presentati. Questa è una affermazione irriguardosa”. La stessa ha immediatamente tentato di replicare all’intervento del Presidente: “Se i tuoi ministri non hanno letto tutto il piano, caro presidente, questo non ti autorizza a mettermi in bocca parole che non ho mai detto. La verità fa male ma è la verità”.

Faraone si è mostrato molto indignato dalla riunione: “Siete bugiardi e ipocriti. Avete creato le condizioni per una rottura”. A mandare su tutte le furie Iv – spiegano alcuni presenti all’incontro – è stata la voce circolata a colloquio in corso secondo cui il partito renziano sarebbe favorevole a un rinvio del Consiglio dei ministri sul Recovery Plan. “Abbiamo chiesto solo un testo per evitare le solite imboscate via emendamento”, è stata la precisazione.
Ieri le parole di Teresa Bellanova avevano fatto traballare l’intera maggioranza. E questa mattina ha rincarato la dose. Nell’intervista rilasciata a Il Messaggero, il ministro delle Politiche agricole ha ribadito che a suo modo di vedere l’esperienza giallorossa ormai è arrivata al capolinea: “Credo che lo capiscano anche i bambini che ormai questa è un’esperienza consunta e che a questa agonia bisogna mettere fine. Conte per primo dovrebbe prendere atto che questa esperienza è al capolinea e dirci quindi se siamo in grado di fare un restart. Per noi essere all’opposizione dai banchi del Parlamento non è un problema”. Pretende “discontinuità”, specialmente nei modi di agire. “Se non c’è un progetto finale, è inutile che mi convochino in riunioni che di fatto si trasformano in un Truman Show”, ha tuonato al termine del vertice a Palazzo Chigi sul Recovery Fund. Tanto che Matteo Renzi – “visto il modo con il quale Palazzo Chigi sta gestendo la comunicazione del vertice di maggioranza” – ha annunciato che chiederà di svolgere rigorosamente in streaming tutti i prossimi incontri.

 

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