E…state a Viterbo. Stiamo freschi!

Riuscire a capire la radice di alcuni termini della dialettica Italiana ci aiuta a riscoprire chi siamo, da dove veniamo e la cultura che ha forgiato l’Italia, soprattutto in questi periodi in cui anche la lingua italiana sembra essere in crisi di parole e di idee

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È arrivato il grande caldo e i viterbesi cercano tutti i modi possibili per “stare freschi”: affollamento nelle località balneari vicine; presi d’assalto anche i nostri laghi e i boschi dei Cimini; turisti a Villa Lante e nei paesi più alti e freschi della provincia.

L’espressione “stai fresco!”, usata per dire che si sta in una situazione difficoltosa, dalla quale è difficile uscire o qualcosa non accadrà mai, ha origine nella letteratura. È stata infatti usata per la prima volta da Dante Alighieri nel verso 117 del XXXII canto dell’Inferno. Qui, riferendosi ai dannati sepolti e imprigionati per sempre nel lago ghiacciato di Cocito, il poeta scrive: “là dove i peccatori stanno freschi”.

Riuscire a capire la radice di alcuni termini della dialettica Italiana ci aiuta a riscoprire chi siamo, da dove veniamo e la cultura che ha forgiato l’Italia, soprattutto in questi periodi in cui anche la lingua italiana sembra essere in crisi di parole e di idee.

Dante ci ha donato molti altri modi di dire che usiamo quotidianamente.

Per affermare che un evento non ci scalfisce, possiamo per esempio dire “non mi tange”, espressione pronunciata da Beatrice (II canto dell’Inferno).

Nel V canto, nel raccontare l’amore tra Paolo e Francesca, scoccato mentre i due leggevano il racconto del bacio tra Lancillotto e Ginevra, Dante introduce quel “galeotto fu” (riferito al libro) che usiamo tuttora per dire che la responsabilità di un evento è dipesa da qualcosa estranea a noi.
Anche quando usiamo l’espressione “senza infamia e senza lode” per far capire che qualcosa non va né tanto bene né tanto male (ma non ci piace un granché), prendiamo ancora da Dante, che scrisse il verso “senza infamia e senza lodo” nel III canto per indicare gli ignavi, ossia persone che in vita non avevano avuto il coraggio di prendere posizioni.
“Non ti curar di loro, ma guarda e passa” .

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