E…state alla Faggeta dei Monti Cimini patrimonio Unesco dall’8 luglio 2017

113

SORIANO NEL CIMINO – La faggeta vetusta dei Monti Cimini è patrimonio dell’umanità dall’8 luglio 2017.

È il luogo ideale, nelle calde giornate estive, per passeggiare e ammirare la natura in tutto il suo splendore.

L’alto riconoscimento arrivò da Cracovia dove erano riuniti i membri dell’Unesco che decisero per il sì. Nella città polacca a sostenere il progetto davanti agli esperti c’era il professor Alfredo Di Filippo del Dafne dipartimento al quale appartiene anche il professor Gianluca Piovesan. I due docenti dell’università della Tuscia coordinarono per l’Italia il grande e lungo lavoro scientifico svolto sotto la regia del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e la direzione internazionale del Ministero ambiente dell’Austria.

In Italia il progetto di espandere il sito seriale Unesco fu sostenuto dal ministero dell’ambiente e dai carabinieri forestali, e interessò le faggete vetuste del Parco degli Abruzzi, del Casentino, Pollino e Gargano e i preziosi nuclei ubicati nei comuni di Soriano nel Cimino e Oriolo Romano.

La motivazione dell’alto riconoscimento è stata individuata nella elevata naturalità di questi ecosistemi dominati dal faggio distribuiti lungo tutto l’Appennino e rappresentativi della diversità dei processi ecologici nella regione del Mediterraneo centrale.

In particolare, la faggeta vetusta dei Monti Cimini è stata a lungo studiata e spiegata con meticolosità scientifica dai due docenti del Dafne per l’unicità degli aspetti ecologici e strutturali che racchiude quali alberi alti fino a 50 metri.

È stato un lavoro lungo, durato anni, svolto in collaborazione sinergica tra le diverse amministrazioni dello Stato dai parchi nazionali ai Comuni che hanno creduto e voluto fortemente questo riconoscimento.

I docenti del Dafne condussero approfondite ricerche scientifiche tutte finalizzate all’ottenimento del risultato finale. Un risultato che conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’altro grado raggiunto dall’Università della Tuscia nella ricerca, nella didattica e nella valorizzazione del capitale naturale e culturale del nostro Paese, unico per storia e bellezza dei luoghi.

L’attività di ricerca e didattica del professor Di Filippo riguarda le tematiche proprie della dendrologia e dell’ecologia forestale. In particolare le sue ricerche si concentrano sullo studio dell’auxologia degli alberi e delle dinamiche spaziali e temporali degli ecosistemi forestali, a livello sia di popolazione che di comunità arborea.

Il riconoscimento della faggeta vetusta dei monti Cimini come patrimonio dell’Umanità fu il primo del genere mai concesso all’Italia per l’estrema rilevanza dei processi ecosistemici e biologici. Anche per questo motivo è ancora più grande la soddisfazione e il lustro che va all’università della Tuscia e alla sua ricerca.

La storia della faggeta del monte Cimino, che si trova nel comune di Soriano nel Cimino in provincia di Viterbo ,risale già agli inizi del XIX secolo quando allora veniva chiamata “la montagna”. All’epoca questa veniva sfruttata dalla popolazione locale per ottenere legna e pascolare bestiame.
Sul finire del 1800 invece la faggeta assume una nuova dimensione quella ricreativa, affluiscono così i primi gruppi di escursionisti e se fino ad oggi è prevalsa una gestione conservativa di questa foresta è solo grazie alla sensibilità dei cittadini di Soriano nel Cimino.

Sono presenti un bar, un ottimo ristorante e un ampio parcheggio. Ideale per passare una domenica con famiglia e bambini all’insegna delle passeggiate tra il verde e soprattutto in estate quando la calura estiva in città si fa sentire per godere del fresco naturale della montagna a più di 1000 mt di quota.
È un ambiente molto pulito e curato, che meriterebbe di essere più conosciuto e valorizzato.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui