Le dimissioni di Luisa Ciambella hanno provocato un vuoto che al più presto deve essere colmato, chi sarà il nuovo capogruppo dem a Palazzo dei Priori?

E’ toto-nome nel PD: chi sarà il nuovo capogruppo? In pole Alvaro Ricci e Francesco Serra

128
A sx Alvaro Ricci, a dx Francesco Serra

Il Partito Democratico che siede all’interno di Palazzo dei Priori è, da ieri, senza capogruppo. Luisa Ciambella ha lasciato quello che era il suo posto dal 2018, il partito ora ha bisogno assoluto di trovare il suo successore, ma la scelta non è così facile.

Come se non bastasse, dall’interno del Pd oggi circolano strane voci: il segretario Zingaretti potrebbe da un momento all’altro lasciare il posto da Presidente della Regione Lazio per infilarsi nel sempre più probabile rimpasto di governo. Inoltre, c’è da scegliere anche chi correrà a Roma, Milano e Torino sotto il simbolo. Insomma, le idee poco chiare e le tensioni fagocitano anche il terremoto che sta sconquassando la base Pd di Viterbo e della Tuscia.

Ma la scelta non è difficile tanto per quello che sta accadendo a livello nazionale, quanto per i profili degli ipotetici nuovi capigruppo. Checché se ne dica, Luisa Ciambella rappresentava una parte del Partito, quella con una linea politica che, indipendentemente da tutti i fattori esterni, era credibile e concreta. Sia Alvaro Ricci, eletto con la lista Pd, che Francesco Serra, eletto con la sua lista e per questo cacciato dal partito, non hanno una vera e propria linea politica e, soprattutto, hanno radici che affondano in terre apparentemente diverse ma, di fatto, comuni.

L’identikit di Alvaro Ricci è pressappoco ben tracciabile: già assessore ai lavori pubblici sotto l’amministrazione Michelini, si ricandida alle comunali 2018 con il Pd riuscendo ad essere rieletto come consigliere comunale. Ricci è uno dei pochi esponenti dell’ex giunta Michelini ad essersi “salvato” politicamente, stando ai consensi ottenuti. Oculato e pragmatico, soprattutto sotto il punta di vista tecnico, non ha comunque mai preso posizione pubblicamente durante tutta la battaglia tra le due correnti piddine viterbesi. E’ stato tra i promotori del famigerato “Patto di Solidarietà” siglato tra centrodestra e centrosinistra per governare in Provincia. La sua età, tralasciando la sua innegabile esperienza politica, potrebbe cozzare con il ruolo di capogruppo: il partito ed il suo nuovo capo politico cercano una figura che possa dire la sua a Viterbo per arginare il centrodestra, qualcuno della “new school”, per dirla all’inglese.

Ben diverso il profilo di Francesco Serra: noto cardiologo viterbese che nel 2018 si rifiuta di appoggiare la candidatura della Ciambella come sindaco, scelta che gli costa la cacciata dal Pd. Con l’appoggio di Enrico Panunzi, di cui è un fedelissimo, costruisce una lista elettorale formata quasi unicamente da personaggi appartenenti alla galassia Asl riuscendo ad eleggere, oltre a lui, anche Patrizia Frittelli, poi sostituita da Mario Quintarelli, suo fedele scudiero. Dopo le dimissioni della Ciambella potrebbe far ritorno alla casa Pd e, a rientro completato, potrebbe mettere gli occhi proprio sul ruolo di capogruppo. Tuttavia, le voci che circolano sul conto di Francesco Serra non sono proprio edificanti, qualcuno è arrivato addirittura ad ipotizzare che egli sia un praticante del voto di scambio proprio in direzione della galassia Asl da lui portata nelle stanze di potere, ma non solo. E’ quasi certo che, per quanto riguarda la vita professionale, ambisca a diventare primario di cardiologia a Belcolle, dove possiede quello che è a tutti gli effetti un piccolo feudo. L’impegno gravoso di capogruppo Pd in Consiglio non potrebbe a quel punto andare ad interferire con il suo possibile ruolo di primario? Anche qua i dem, oltre a tergiversare sul suo rientro, non nascondono qualche perplessità: non sarebbe rischioso avere come figura principale in città una persona avvolta da una fittissima coltre di misteri e sospetti?

Beh, mentre la segretaria Patrizia Prosperi non sembra dare segni di vita, a noi non resta che constatare l’ennesima vittoria di Enrico Panunzi, ormai calatosi nella veste di “Asso pigliatutto”. Dagli exploit in Regione agli accordi in Provincia, ormai è lui a decidere tutto, anche chi deve fare il capogruppo a Palazzo dei Priori. In questa sorta di stravagante ballo delle debuttanti vedremo chi alla fine si aggiudicherà l’investitura del Mago dei Cimini, se Alvaro Ricci oppure Francesco Serra. Prestate massima attenzione ai colpi di scena.

Fatte queste considerazioni, un consiglio ai democratici: è meglio sbrigarsi, prima che si passi dall’essere senza capogruppo all’essere senza capo né coda.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui