Anche la Tuscia si prepara alla nuova rivoluzione tecnologica

Ecco il 5G! L’esperto Boccacci: “Connessioni sempre più veloci… ma minacce amplificate per privati e aziende”

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A dx, l'esperto di cybersicurezza Gianluca Boccacci

L’era del 5G è ormai alle porte, e con essa si affacciano anche nella Tuscia innumerevoli prospettive per privati cittadini e aziende. Industria 4.0, domotica per le case, auto connesse e molto altro ancora. Ce ne parla Gianluca Boccacci, consulente per la cybersecurity con molte esperienze alle spalle, anche presso la Presidenza del Consiglio e il Senato della Repubblica.

Buongiorno Gianluca, puoi dirci brevemente cos’è il 5G?

Come dice la stessa parola, il 5G non è altro che l’evoluzione della banda larga, che passa dal 4G al 5G. Non parliamo però, in questo caso, di un semplice miglioramento. Il 5G, infatti, sarà una tecnologia completamente diversa, basata principalmente sui ripetitori e che comporterà, tra le altre cose, un aumento della velocità di connessione notevole, permettendo – approssimativamente – di raggiungere una media di 100 mega al secondo per dispositivo.

Oltre alla velocità, quali altre migliorie si noteranno principalmente?

Fra tutte, ci sarà una notevole diminuzione della latenza. Un surplus di potenza voluto appositamente per gestire i sempre più dispositivi connessi e le loro innumerevoli funzioni. Inoltre, essendo una connessione che si baserà principalmente sui ripetitori – che gestiranno la maggior parte del carico di lavoro – i device gioveranno di un considerevole risparmio di batteria. Un miglioramento importante, che permetterà l’arrivo di una nuova era tecnologica: industria 4.0, realtà aumentata, veicoli sempre connessi e molto altro ancora.

Questo futuro è ormai vicinissimo, vero?

Assolutamente, basti considerare che già nel 2020 è previsto che i dispositivi connessi saranno circa 1 miliardo. Nel 2035, una data neanche troppo lontana, tale cifra dovrebbe aumentare a qualcosa come 1000 miliardi, tra smartphone, sensori, elettrodomestici… il passaggio sarà esponenziale e velocissimo.

Questa accelerazione nell’evoluzione tecnologica porterà anche nuove minacce per le imprese e per gli utenti?

Indubbiamente, tutti i problemi che già ben conosciamo saranno amplificati. I dispositivi connessi h24 porteranno alla nascita di sempre più botnet, reti di device infettati da malware. Tra tutte ricordiamo “Mirai”, scoperta nel 2016 e giudicata colpevole di moltissimi attacchi informatici nel mondo. Il concetto, è che tutto ciò che è connesso è anche hackerabile. Le nuove potenzialità offerte dal 5G saranno quindi portatrici di nuove vulnerabilità informatiche, ma non si tratterà di nuovi malware, piuttosto, arriveranno minacce da dove prima non pensavamo potessero mai giungere.

Le aziende, in particolare quella della Tuscia, sono preparate a tutto questo?

Nel mondo, le imprese più grandi sono già informate dei rischi che deriveranno dalla nuova tecnologia. Il problema principale è che sarà sempre più difficile distinguere un attacco, vista la mole di connessioni che si creeranno. Magari, attraverso il machine learning, si potranno creare dei sistemi di controllo automatizzati in grado di gestire la mole di traffico dati. Tuttavia, questo non basterà. Gli attacchi saranno sempre più potenti e le aziende dovranno rinnovarsi, per resistere. Anche in casa dovremmo stare attenti. È triste dirlo, ma la domotica (la gestione dei dispositivi casalinghi da remoto) porterà con sé sempre più minacce… la nostra rete casalinga potrebbe essere “bucata” da una pentola a pressione “intelligente”, da una macchina del caffè smart o da qualsiasi altro dispositivo connesso.

Le case “intelligenti” sono ormai realtà, anche su Viterbo i costruttori edili presentano la domotica come un servizio indispensabile… come potremo difenderci dai pericoli?

Intanto, sarebbe importante separare le connessioni dei dispositivi casalinghi da quelle domestiche. Così, magari, eviteremo che qualche malintenzionato sfrutti gli smart-toys (giocattoli dotati di telecamere e connessione internet utilizzati dai genitori per sorvegliare i figli) per spiare i nostri bambini e l’interno delle nostre case. Poniamoci sempre questa domanda: “Siamo solo noi a controllare i nostri device?”

Professionisti come te, esperti di sicurezza informatica, saranno sempre più ricercati, vero?

Questo è indubbio. Nonostante le stesse software house si stiano impegnando per introdurre sul mercato dispositivi sempre più protetti, i problemi non cesseranno, anzi. Ci saranno sempre più device connessi e anche un semplice elettricista dovrà avere nozioni di informatica per installare un sistema di allarme hi-tech o un elettrodomestico intelligente. Intanto, per proteggerci ed evitare di chiamare tecnici informatici ogni giorno, potremmo evitare di lasciare sempre le password di default impostate per tutti i nostri apparecchi. Non puoi neanche immaginare quanti utenti utilizzino ancora oggi i dati di accesso “admin” e “password”. Un altro problema sarà dato da chi vorrà risparmiare a tutti i costi, magari acquistando un prodotto di dubbie origini dove potrebbe essere stata inserita una backdoor (un sistema nascosto utilizzato per accedere in remoto a un sistema).

C’è chi dice che il 5G porterà anche problemi di salute veri e propri. Quali sono i reali rischi?

Intanto facciamo una premessa: al momento non vi sono ancora studi scientifici in grado di avallare tali tesi. Si è sempre parlato in passato di potenziali rischi di salute derivanti dalle connessione e dalle onde elettromagnetiche emesse dai dispositivi. Possiamo sicuramente consigliare a tutti di tenere il proprio smartphone il meno possibile attaccato alla testa, magari utilizzando degli auricolari, ma parlare di problemi di salute è fare un falso e inutile allarmismo. Almeno finché non ci saranno sufficienti prove e studi a dimostrare il contrario.

Grazie Gianluca, vuoi dirci altro prima di salutarci?

Solo questo: cerchiamo di non diventare schiavi della tecnologia a tutti i costi. È bello avere attorno a noi sempre più dispositivi intelligenti, ma alcuni di questi – a mio avviso – sono davvero superflui e rappresentano unicamente degli eventuali punti hackerabili da malintenzionati. Io, per dirvi, sono tornato alla moka!

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