Mentre per il Pd in piazza non ci sono ristoratori disperati ma solo le squadracce fasciste, i soldi stanziati naufragano nel burrascoso mare della burocrazia italiana. Ma che fine ha fatto la potenza di fuoco?

Ecco perchè il Decreto Ristori è soltanto una misera mancetta

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Che le casse dello Stato, in ambito di previdenza sociale, non versassero in condizioni idilliache lo sapevamo benissimo, ce ne siamo accorti tutti dal lockdown di marzo. Forse gli unici rimasti a pensare il contrario sono Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri, lo deduciamo dalla massa di corbellerie raccontate da marzo ad oggi. La potenza di fuoco promessa a marzo si è spenta con la stessa facilità di un fiammifero, e lo dimostrano anche le tensioni sociali che da giorni scuotono il Paese.

Dopo la figuraccia europea sul Recovery Fund (che arriverà, contro le più grigie aspettative solo nella seconda metà del 2021), Conte ed i suoi alfieri glorificano senza alcun pudore il Decreto Ristori. Secondo le nostre analisi, però, il Dl Ristori non sarebbe altro che una misera mancetta, un altro po’ di fumo negli occhi degli italiani sempre più inferociti contro un governo incapace ed inadeguato, capace di farsi trovare impreparato anche dopo 8 mesi dallo scoppio della pandemia.

Nella conferenza stampa di ieri sera Conte e Gualtieri hanno portato alcuni esempi, peccato che gli esempi fatti vadano a cozzare con i dati e le statistiche reali. Gli euro stanziati sono 5,4 miliardi ma una buona fetta di questi andrà a coprire i conti nel 2021, non andando quindi a “ristorare” la perdita degli esercizi commerciali prevista fino al 24 novembre, figuriamoci quindi se la chiusura di questi dovesse essere prolungata.

Tra l’altro, in questi soldi sono comprese spese che non andranno ad aiutare le categorie colpite, come ad esempio quelle per aumentare i fondi per le forze di polizia locale e nazionale. E poi, stando alle statistiche, per il mese di chiusura delle attività previsto dall’ultimo Dpcm si prevedono perdite di circa 4,9 miliardi. Molto più di quanto abbia stanziato effettivamente l’ormai ex avvocato del popolo.

E vogliamo parlare dei soldi investiti dal settore della ristorazione per adeguarsi ai protocolli di sicurezza? 2 miliardi di euro praticamente buttati: dopo neanche 5 mesi, difatti, il buon Conte ha deciso di far abbassare ancora una volta le saracinesche.

Questo decreto è sostanzialmente una sonora presa in giro, dato che non va neanche a coprire la metà delle perdite del settore. Inoltre, i soldi dovranno andare anche a tutti gli altri settori colpiti dall’editto giallorosso, ossia palestre, cinema, piscine, teatri, turismo ed operatori sportivi. E non è tutto: nel “ristoro” (inesistente) troviamo anche la proroga della cassa integrazione, fondi per la sanità e per la scuola.

Ed ora cosa si inventeranno grillini e piddini? Ma chi se ne frega, tanto in piazza non c’è nessun ristoratore incazzato e disperato, ci sono solo camorristi, nazisti e fascisti.

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